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Babele, rassegna cinematografica

Mescolanza di lingue e (consueto) amore per il Cinema. Insieme tentano di penetrare, per il secondo anno consecutivo, dentro un centimetro in più del tessuto culturale della nostra città e magari della provincia. Ammesso che questo tessuto culturale sia disposto alla ricezione. Quei bravi ragazzi del cineclub Fitzcarraldo ci provano e ci riprovano. Così anche quest’anno parte Babele, rassegna cinematografica in lingua originale. Con la collaborazione del Consorzio universitario della provincia di Ragusa, della Facoltà di lingue e letterature straniere della sede di Ragusa il cineclub ci offre la possibilità di conoscere il cinema  e le sue opere, sempre di qualità, nella loro dimensione vera, effettiva, che solo la lingua originale può rendere.
 In realtà l’organizzazione di questi ultimi incontri è stata pensata prima di tutto per gli studenti della facoltà di lingue della città. Questo spiega l’inserimento, nel calendario degli appuntamenti, di un  film in lingua inglese non sottotitolato ( Born Romantic, di D. Kane, il 31 ottobre), e addirittura la presenza di un film di produzione egiziana/francese in lingua araba, sottotitolato in francese (Silente…on tourne! di Y. Chanine, il 6 dicembre). La collaborazione con il consorzio universitario rende spontaneamente obbligate queste scelte che si rivolgono agli studenti ma che non negano al cinefilo curioso e libero la possibilità di assistere alle proiezioni.

Ad aprire  Babele, venerdi 18 ottobre,  è stato  L’infernale Quinlan ovvero Touch of evil, capolavoro in bianco e nero del 1958,  fascinoso e monumentale di Orson Welles. Noir sadico e perverso sulla grandezza del Male. Questo film, così come sarà per Le lacrime amare di Petra von Kant, di Fassbinder (in programma il 15 novembre), è stato presentato da Alessandro De Filippo, professore, regista, critico. “Vedere e ascoltare un film in lingua originale può essere una fatica per lo spettatore, che spesso ne ha quasi paura - spiega De Filippo- però dà la possibilità di confrontarsi non solo con il racconto , ma anche con la musicalità della sua lingua.  Non è solo un’esigenza di purismo ma anche quella di non togliere nulla all’anima dell’opera. Tra l’ altro L’Italia è l’unico paese europeo dove tutti i film vengono doppiati:  lo spettatore deve abituare l’occhio alla lettura del sottotitolo. Attraverso il doppiaggio non può essere restituita la partecipazione emotiva dell’ attore. Attraverso la lingua orignale è invece possibile penetrare dentro il respiro autentico del film”.

Gli altri incontri prevedono la proiezione, il 25 0ttobre, della pellicola Lunedì mattina, di Iosseliani. L’8 novembre, Cuba Feliz di Dridi. Il 22 novembre Nadia e gli ippopotami di Cabrera e il 29 novembre  Il silenzio sul mare di Kitano.

Pubblicato su La Città (22 ottobre 2002)