Approfondimenti
e proiezioni su un aspetto poco conosciuto dell'arte
cinematografica
Comico, il registro del linguaggio
ridente
Ragusa.
Cosa
c’è che lega il volto indimenticabile e irresistibile di John
Belushi all’ultima rassegna cinematografica organizzata da quei
bravi ragazzi del Fitzcarraldo cineclub? Naturalmente i diversi
registri del linguaggio “Comico", i molteplici toni che può
assumere ed esprimere. La rivelazione di uno stato d'animo leggero e
ridente, senza per questo escludere una vena pensosa e quindi geniale.
Ecco perché il memorabile attore è stato scelto come simbolo di
questi ultimi cinque appuntamenti: essi hanno mostrato come la
comicità ha indubbiamente uno spessore di notevole qualità artistica
ed insieme è un universo di umori e conseguenti stati d'animo. Le
emozioni che suscitano una risata possono inconsapevolmente velare,
Pirandello insegna, pensieri assai tristi, a volte disperatamente
tragici.
A segnare il primo appuntamento il 29 agosto è stato il film "Leningrad
cowboys go to America" del regista finlandese Aki Kaurismaki,
presentato da Tonino Forcii. La pellicola ci ha mostrato la storia di
un gruppo di strimpellatori nordici che, dall'Unione Sovietica,
partono in cerca di fortuna verso l'America. Vestiti di nero, alla
"Blues Brothers", arrivano fino in Messico dove occupano i
vertici delle classifiche. La linea che scorre lungo questo film on
the road, è quella demenziale. Tra humor e stramberie, sogni
stravaganti ed illusioni perdute nell'incoscienza dei protagonisti
spunta una vena di amarezza. Il secondo appuntamento, il 1 settembre,
ha riportato sul grande schermo "Sedotta ed abbandonata".
film del 1963di Pietro Germi, presentato da Vito Zagarrio. La trama è
fin troppo conosciuta: Agnese (la bellissima Stefania Sandrelli),
giovane studentessa siciliana, è sedotta e messa incinta dal
fidanzato della sorella Matilde. Il padre della ragazza esige nozze
riparatrici ma il seduttore rifiuta. Dopo un finto rapimento, il
matrimonio avrà luogo. Pietro Germi, dopo "Divorzio
all'italiana" del 1961, ripropone una Sicilia domata da un
grottesco senso dell'onore: ma l'ironia beffarda cede il posto ad un
sarcasmo che smaschera la disarmante ed autentica miseria delle
ipocrisie provinciali e borghesi. Allo stesso tempo è una satira
amara e grottesca delle assurdità della giustizia italiana ed
un'accusa all'inciviltà del codice, che, all'epoca, consentiva di
"riparare" ad ogni sopruso di carattere sessuale, con il
matrimonio. Il terzo appuntamento è stato un evento speciale
caratterizzato dalla presenza del direttore dell'lnter Film Festival
di Berlino: Heinz Hermanns. La proiezione di dodici cortometraggi
nella serata chiamata "Komodien/çomico", il 3 settembre,
con interventi di Alessandro De Filippo, ha reso protagonista assoluto
il cortometraggio "da intendere non semplicemente e
superficialmente come un esercizio per aspiranti registi ma un'opera
d'arte che trova la sua piena dignità proprio nel momento in cui
nasce, si sviluppa e finisce - spiega Hermanns – ma in Italia si è
ancora lontani dal concepire il cortometraggio in questo modo, a
differenza degli altri Paesi europei". Ecco perché è stato
così interessante poter assistere alla proiezione di questi lavori
provenienti da ogni parte d'Europa, tutti tecnicamente perfetti, ed in
cui le variazioni sul tema comico hanno trovato piena espressione. Gli
ultimi due titoli: "Hollywood Vermont", l'8 settembre, di
David Mamet, è una commistione tra noir e farsa sociologica, che
sottende una ripugnanza feroce del regista per le melasse ed i buoni
sentimenti, che le major americane ci propinano di continuo. E il 9
settembre "E ora qualcosa di completamente diverso", di Ian
Mc Naughton, presentato da Giuseppe Puglisi, è una raccolta di sketch
alternati a disegni animati surreali e crudeli.
Pubblicato su La Città (14 settembre 2002)