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Per ricordare Pasolini 

 

C'è una generazione di giovani che di Pier Paolo Pasolini, uno dei nomi più rappresentativi della letteratura e del cinema italiani del '900, hanno a stento sentito parlare. Forse solo la condizione di omosessuale e la sua morte violenta (ad opera di uno di quei "ragazzi di vita" al centro della sua narrativa) sono in qualche modo conosciuti da una porzione rilevante di pubblico che dovrebbe invece scoprire la qualità intellettuale, la straordinaria poesia, il fascino cinematografico, l'impegno civile di uno dei protagonisti dellla secoda parte del secolo appena trascorso.
E' giunta quindi opportuna l'iniziativa presa dal Cineclub Fitzcarraldo (presieduto dalla attivissima Livia Antoci) con il patrocinio del Comune di Ragusa e la collaborazione economica della Provincia Regionale, per presentare alla sala Falcone-Borsellino, a Ragusa Ibla, nella settimana appena trascorsa, alcuni dei film più belli di PAsolini, da "Accattone" a "Mamma Roma", da "Uccellacci, uccellini" a "Edipo re", per finire con l'indeito per Ragusa film-documentario di LAura Betti, che di Pasolini fu grande amica, "Pasolini: la ragione di un sogno".
Una selezione certo non esaustiva della poetica filmica del grande autore, ma sufficiente a dare la misura della sua attenzione per i temi dell'emarginazione, del sottoproletariato vilipeso in un'Italia che si arrampica verso il boom, della straordinaria esigenza di spiritualità anche attraverso la rilettura e la riscoperta del mito classico.
Contemporaneamente alla rassegna cinematografica, Ragusa ha anche ospitato, questa volta per iniziativa della Galleria Ibiscus, di corso Vittorio Veneto, una mostra fotografica dedicata ad alcune immagini dedicate a Pasolini, o tratte dai suoi film, in un percorso fotografico insolito e toccante proposto da Antonio Aprile e da Mario Valenti, in un aggancio tanto diverso quanto prezioso tra la musica e le immagini; e non a caso aperta, sabato scorso, con un concerto della soprano Katia Giuffrida, e la lettura delle poesie pasoliniane da parte dell'attrice Sara Emmolo accompagnata alla chitarra da Antonio Aprile.
Spazio allora finalmente per recuperare anche per le nuove generazioni l'arte di Pier Paolo Pasolini, ma anche per evitare che, come spesso accade, una cortina di silenzio cancelli le invettive e le provocazioni di un grande poeta, il cui messaggio pieno di interrogativi e di dubbi (penso ai suoi articoli sul Corriere della Sera quando nel '68 la polizia si lanciava contro i cortei studenteschi, e la imprevedibile attualità di quelle considerazioni) non manca anche oggi di farsi occasione di insegnamento e di dibattito.    

Pubblicato su Ragusa Sera (31 maggio 2002)