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già fatto...già visto...in regia
 

   

   

   

   

   
archivio registi

Bernard Rapp

Bernard Rapp è uno dei volti più amati dello spettacolo francese. Nella sua lunga carriera artistica, Rapp è stato un apprezzato giornalista, reporter e corrispondente in Gran Bretagna. Ha presentato per diverso tempo il telegiornale serale divenendo una delle figure più conosciute della tv. Sempre per la televisione Bernard ha prodotto e animato alcune emissioni letterarie: 'Décuverte', 'Les mots puor le dire', 'Caractère'. Nel 1996, dirige il suo primo lungometraggio 'Tiré a part' tratto da un romanzo di Jean-Jaques Fichter. Nel 2000 è poi la volta di 'Un affare di gusto' elegante noir interpretato da Bernard Giraudeau. Attualmente il regista è impegnato in campo televisivo dove, nel corso della sua carriera, ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti.

 
Peyton Reed

Peyton Reed nasce a Raleigh, Nord Carolina Usa, nel 1964. Compie i suoi studi all'università del Nord Carolina dove consegue la laurea. La carriera in campo cinematografico comincia come montatore presso la Zaloom-Mayfield Production. Realizza diversi 'dietro le quinte' tra cui 'The secret of back to the future triology', 'Through the eyes of Forrest Gump' e, successivamente, lavora alla Disney dove dirige numerosi remake di successo dei classici della major. Reed cura, inoltre, la regia di diversi videoclip musicali tra cui quelli per The Connels e Superchunk. Numerosi sono anche le opere realizzate per il piccolo schermo: 'The High Life', 'Mr. Show' e 'Grosse Pointe'. Tra i riconoscimenti ricevuti, ricordiamo il premio Oscar che il regista conquista con 'Almost Beat', pellicola candidata nell'ambito dei cortometraggi. 'Ragazze nel pallone' rappresenta il primo lungometraggio di Reed. Il regista ha scelto di conquistare il pubblico narrando le divertenti vicende di un gruppo di cheerleading. nel 2003 il regista firma la romantica e divertente commedia "Abbasso l'amore".

Godfrey Reggio

Con la trilogia “Qatsi”, Godfrey Reggio ha inventato un suo stile cinematografico, che enfatizza il portare al pubblico immagini di straordinario impatto emotivo, di stimolo al pensiero. In parte saggio, in parte stravaganza visivo-musicale, i tre film rappresentano la cronaca della rapida evoluzione e dello sconvolgente impatto della modernità nel mondo degli ultimi decenni. Il retroterra di Reggio è da rinvenirsi nella contemplazione (ha passato 14 anni nel silenzio e nella preghiera, mentre studiava per diventare un monaco) e nel servizio (non solo dell’ambiente ma anche della gioventù, dei poveri e delle comunità). Nato a New Orleans nel 1940 e cresciuto nella Louisiana sud-occidentale, Reggio è entrato nei Fratelli Cristiani, un ordine della chiesa cattolica, all’età di 14 anni, per restarci altri 14 anni. Trasferitosi nel New Mexico negli anni Sessanta, ha insegnato alle scuole medie, superiori e al college. Nel 1963 ha co-fondato Young Citizens for Action, un’organizzazione comunitaria che si occupava delle bande di strada giovanili. Successivamente è stato tra i fondatori di La Clinica de la Gente, struttura che forniva assistenza medica a 12.000 membri della comunità di Santa Fe, nonché di La Gente, una comunità che organizza progetti nei barrios del New Mexico settentrionale. Nel 1972 Reggio è stato tra i fondatori dell’Institute for Regional Education di Santa Fe, una fondazione no-profit che si occupa di sviluppo dei media, dell’arte, dell’organizzazione e ricerca della comunità: esperienza che è stata progenitrice della trilogia Qatsi. Nel 1974 e 1975, con fondi erogati dalla American Civil Liberties Union, Reggio ha contribuito a organizzare una campagna multimediale di interesse pubblico sull’invasione della privacy e sull’uso della tecnologia per controllare i comportamenti. Ha poi cominciato a sviluppare l’idea di un film non verbale costituito da un collage ininterrotto di immagini tratte dalla vita reale. Così ha avuto inizio un’odissea di sette anni per realizzare “Koyaanisqatsi”, accolto in modo entusiastico in tutto il mondo. Ha poi viaggiato in 12 paesi per realizzare il suo secondo film “Powaqqatsi” (1987), che ha spostato la sua attenzione dal Nord America ad angoli più remoti del pianeta. Reggio ha fatto seguire il suo secondo film “Qatsi” da un cortometraggio, “Anima Mundi”, commissionatogli dai creatori di gioielli Bulgari per il WWF, che ha utilizzato il film per il suo programma sulla diversità biologica. Nel 1993 il regista è stato invitato a sviluppare una nuova scuola di esplorazione e produzione di arte, tecnologia e mass media, fondata dalla Benetton e chiamata Fabrica - Futuro, Presente. La scuola ha aperto nel maggio del 1995 a Treviso, poco lontano da Venezia. Mentre era impegnato come direttore della scuola nel 1995, Reggio ha firmato la co-regia del film di 7 minuti “Evidence”, che fornisce un altro punto di vista per osservare gli effetti sottili ma profondi della vita moderna sui bambini. Reggio tiene spesso lezioni di filosofia, tecnologia e cinema. Risiede a Santa Fe, New Mexico.

 
Arturo Ripstein

Arturo Ripstein nasce a Città del Messico nel dicembre del 1945.
Figlio di un produttore cinematografico, Arturo matura fin in giovane età l'idea di lavorare in campo artistico come regista.
A diciannove anni, diviene assistente alla regia di Buñuel di cui diventa una sorta di erede: Ripstein risentirà dell'influenza del grande cineasta in tutte le sue opere.
Considerato in patria come uno dei più stimati talenti artistici dei nostri giorni, Arturo debutta come sceneggiatore e regista nel 1965, anno in cui realizza "Tiempo de Morir", pellicola dai toni macabri e drammatici. Il regista cura la sceneggiatura dell'opera con il premio Nobel Gabriel García Márquez.
Nel corso degli anni '70 Arturo raggiunge il successo internazionale grazie anche a "El Santo Oficio" che, nel 1974, è fra le pellicole in concorso al Festival di Cannes.
Ma la celebre kermesse francese non è la sola ad ospitare le opere di Ripstein: numerosi festival messicani, il Festival di San Sebastian e la Biennale di Venezia, dove il regista è presente con "Prufundo Carmesì", accolgono favorevolmente il cineasta e i suoi film.
Dopo "Il vangelo delle meraviglie", "Nessuno scrive al colonnello" e "Asi es la vida", Ripstein firma nel 2002 "Divine", pellicola interpretata da Francisco Rabal.