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già fatto...già visto...in regia
 

   

   

   

   

   
archivio registi

Laurent Cantet

Di origine francese, Laurent Cantet nasce nel 1961. Compie i suoi studi presso l'IDHEC e comincia la sua carriera artistica nel 1993 girando alcuni cortometraggi. Fra questi, 'Tous à la manif', premio ufficiale della giuria al Festival di Pantin nel 1994, e 'Jeux de plage' vincitore del premio della giuria al Festival di Belfort. Nel 1997 il regista firma una pellicola per la televisione: 'Le Sanguinaires'. Il debutto sul grande schermo avviene nel 1999, anno in cui Laurent realizza 'Risorse Umane' film drammatico interpretato da Jalil Lespert. L’opera vale al suo creatore diversi prestigiosi riconoscimenti ai festival di San Sebastian, Belfort e all'European Film Award. Nel 2001 Cantet firma 'A tempo pieno' storia di un uomo rimasto senza lavoro incapace di comunicare alla famiglia la sua tragedia.

Antonio Capuano

Scenografo, pittore, autore e regista teatrale, televisivo e cinematografico, Antonio Capuano è anche titolare della cattedra di Scenografia all'Accademia di Belle Arti di Napoli.
A Napoli è nato nel 1940 e lì vive e lavora, contribuendo con la sua originalità e con il suo gusto estetico a dare nuovi impulsi al panorama artistico vesuviano.
Il suo esordio nel mondo del cinema, dopo le esperienze in teatro e alla tv, risale al 1991 quando dirige Vito e gli altri. Il film, tratto da una sua sceneggiatura premiata al Solinas nel 1988 e vincitore del Premio Internazionale della Critica al Festival di Venezia nel 1992, è uno spaccato di vita napoletana tra criminalità e prostituzione.
Il montaggio serrato, gli attori presi dalla strada, certi echi pasoliniani nella messa in scena attirano immediatamente l'attenzione degli addetti ai lavori. Dopo aver partecipato nel 1994 al film collettivo L'unico paese al mondo, Capuano dirige nel 1996 il suo secondo lungometraggio, Pianese Nunzio 14 anni a maggio, che viene accolto alla Mostra del Cinema di Venezia tra feroci polemiche e accuse di pedofilia, ma che si aggiudica comunque il premio N.I.C.E.-USA.
Nel 1997 dirige un episodio del film I vesuviani e l'anno successivo presenta a Locarno Polvere di Napoli, a metà tra l'omaggio e la parodia del celebre L'oro di Napoli diretto da Vittorio De Sica.
Nel 2001 Capuano torna al Lido di Venezia per presentare Luna rossa, spietato affresco della famiglia Cammararo e delle dure leggi della camorra.

Charles Spencer Chaplin

Charles Spencer Chaplin, nato a Londra il 16 aprile 1889, è conosciuto e amato dal pubblico con il nome, e il personaggio di Charlot. Attore e regista , Chaplin è stato il più grande interprete del cinema internazionale d'inizio secolo.
I suoi genitori sono cantanti di music-hall ma prestissimo, all’età di cinque anni resta orfano di padre e quando anche la madre, che è di origine ebraica e fa la cantante nei locali notturni, lo lascia da solo a vivere per la strada diventa ballerino e gira tutta l’Inghilterra.
Cresciuto tra estremi disagi, muove i suoi primi passi artistici nel mondo del circo. A quattordici anni, recita per la prima volta al Teatro Duke of York con William Gillette in Sherlock Holmes. Tornato al vaudeville, entra a far parte della Compagnia di Fred Karno e arriva negli Stati Uniti nel 1910 come attore protagonista di una commedia. Proprio durante una tournée ad Hollywood, questo giovane trasformista viene notato dal signor Sennett, il direttore della Keystone, con il quale girerà le sue prime comiche.
Nel 1913, debutta nel cinema. In un anno gira circa 35 film e diventa celebre. Crea per la prima volta il personaggio di Charlot nel film “Charlot si distingue” di Henry Lehrman. Poco dopo, diventa a sua volta regista e perfeziona il personaggio di Charlot, un tenero vagabondo ai margini della società, con una dignità sensibile e dai tratti somatici inconfondibili, destinato suo malgrado al fallimento. È il perdente per antonomasia ma, nello stesso tempo, è colui che fronteggia ostentatamente la vita crudele. È debole con coraggio. Inconfondibile Charlot con la sua giacchina lisa e stretta, i pantaloni troppo larghi, così come le scarpe abbondanti, l'inconfondibile bombetta ed il bastone di bambù. Gli occhi scuri, tristi e profondi, quanto ironici e pungenti.
Autore, attore, regista, compositore delle musiche e produttore di gran parte dei suoi film, Charlie Chaplin dagli anni venti in poi diminuisce la quantità ma aumenta la qualità delle opere cinematografiche. Nell'arco di vent'anni nascono opere autenticamente immortali; le più belle e apprezzate pellicole della cinematografia di inizio secolo. Tra le tantissime opere spiccano “La febbre dell’oro”, “Il circo”, “il monello”, “Luci della città”, “Tempi moderni”, “Il grande dittatore” “Monsieur Verdoux” e “Luci della ribalta”.
Nel 1947, Chaplin viene accusato di simpatie comuniste dalla Commissione per le Attività Antiamericane. L’ostilità nei suoi confronti non si attenua e, nel 1952 gli viene annullato il permesso di rientro negli Stati Uniti. Ritiratosi in Svizzera tornerà una sola volta negli Usa per ricevervi un tardivo Oscar alla carriera per il contributo dato all’industria cinematografica. Nel 1975, viene nominato baronetto dalla Regina Elisabetta. Muore il 25 dicembre 1977 a Corsier-sur-Vevey, in Svizzera.
Intensa fu anche la vita privata di Charlie Chaplin al quale sono attribuite quattro mogli (Mildred Harris, sposata nel 1918, Lita Grey nel 1924, Paulette Goddard nel 1936 e Oona O'Neill nel 1943) e dieci figli “ufficiali” (otto dalla sola Oona fra il 1944 e il 1962, l'ultimo all’età di 73 anni), oltre a numerose relazioni spesso burrascose.

Guido Chiesa

Guido Chiesa, nato a Torino nel 1959, si e trasferito negli Stati Uniti dopo aver completato i suoi studi di Storia del Cinema all'Universita. Negli anni Ottanta ha lavorato per i film di Jim Jarmush, Amos Poe, Michael Cimino. Ha girato diversi cortometraggi in video e in pellicola, videoclip e cortometraggi televisivi.
Tornato in Italia, Chiesa esordisce alla regia cinematografica con il lungometraggio Il caso Martella (1991), una storia che parte dal presente, tramite l'indagine di un assicuratore, per ritornare al passato e, in particolare, alle lotte partigiane, dando vita ad una riflessione sulle conseguenze della guerra civile non solo in ambito storico ma, anche, in ambito locale: le Langhe piemontesi.
Guido Chiesa continua la sua ricerca sulla resistenza con il documentario 25 aprile: la memoria inquieta (1995) e, poi, ancora con il mediometraggio, a meta tra documento e finzione, dal titolo Partigiani (1997).
Del 1994 e il secondo film di finzione Babylon, tentativo non completamente riuscito di descrivere le modificazioni etniche in una citta come Torino, fissata nel momento del suo tramonto economico.
Un terzo percorso puo essere rintracciata in Una questione privata: vita di Giuseppe Fenoglio (1998), che unisce cinema, letteratura e storia attraverso ricostruzioni di momenti dalla vita dello scrittore piemontese e riflessioni sul suo lavoro letterario e sul suo coinvolgimento nella lotta partigiana.
L'interesse per Fenoglio ha portato Chiesa al realizzare il film Il partigiano Johnny, tratto dal romanzo piu famoso dello scrittore piemontese.

Joel Coen

Joel, il maggiore dei fratelli Coen, è sempre accreditato come regista nei titoli dei film, mentre Ethan è il produttore, ma è noto che i due fanno tutto a quattro mani, non soltanto le sceneggiature.
Figlio di Edward Coen, professore di economia all'Università del Minnesota, e di Rena, storica dell'arte, Joel Coen è nato il 29 novembre 1954 a St. Louis Park, nell'area metropolitana di Minneapolis (MN). Ethan è nato quasi tre anni dopo, il 21 settembre 1957. Dopo le scuole superiori, Joel Coen ha frequentato il Simon's Rock of Bard College a Great Barrington (Massachusetts), e poi si è specializzato all'Institute of Film and TV della New York University. All'inizio degli anni ottanta, mentre lavora come assistente al montaggio per l'amico Sam Raimi, che ha terminato le riprese del suo primo film, La casa (1982), Joel Coen scrive, insieme al fratello Ethan, la sceneggiatura di Blood Simple (1984). Il film, scritto, prodotto, diretto e montato dai fratelli Coen (che firmano il lavoro alla moviola con lo pseudonimo Roderick Jaynes), ottiene subito un notevole successo di critica. La protagonista di Blood Simple, Frances McDormand, tre anni più tardi diventerà la compagna di Joel Coen, e nel 1994, dopo il divorzio del regista dalla prima moglie, lo sposerà. Dopo il loro primo film, i fratelli Coen scrivono con Sam Raimi la sceneggiatura di I due criminali più pazzi del mondo (1985), e nel 1997 conquistano il pubblico con il travolgente ArizonaJunior, interpretato da Nicolas Cage e Holly Hunter. Nel 1990, Joel e Ethan realizzano Il crocevia della morte (il direttore della fotografia è il futuro regista Barry Sonnenfeld), e l'anno successivo Barton Fink ' E' successo a Hollywood (1991) fa strage di premi a Cannes, con la Palma d'oro per il film, la regia e il miglior attore (John Turturro). Nel '94, i fratelli Coen realizzano Mister Hula Hoop (questa volta è Sam Raimi a collaborare alla sceneggiatura di un film dei suoi amici), seguito, nel 1996, da Fargo, che fa vincere ai due fratelli l'Oscar per la migliore sceneggiatura originale, e alla moglie di Joel, Frances McDormand, quello per la migliore attrice. Dopo Il grande Lebowski (1998), che a Berlino è stato candidato all'Orso d'oro per la regia, i Coen hanno realizzato Fratello dove sei? (2000) con George Clooney e John Turturro. Poi ha diretto Billy Bob Thornton in L'uomo che non c'era e di nuovo Clooney, al fianco di Catherine Zeta-Jones, in Prima ti sposo, poi ti rovino, una commedia brillante che prende di mira l'estabilshment hollywoodiano. Nel 2004, Joel, ancora una volta insieme al fratello Ethan, ha presentato a Cannes The Ladykillers, remake del divertentissimo La signora omicidi, con Tom Hanks nei panni che nel '55 furono indossati da Alec Guiness.
Joel Coen vive con la moglie Frances McDormand e con il figlio adottivo Pedro

Francesca Comencini

Francesca Comencini nasce a Roma nel 1961. L'esordio alla regia avviene nel 1984 anno in cui Francesca realizza 'Pianoforte'. Il lungometraggio vince il Premio De Sica come miglior film d'esordio al Festival di Venezia del 1985 e, nello stesso anno, la pellicola conquista altri premi prestigiosi ai festival di San Sebastian, di Nizza e di Rio de Janeiro. Nel 1989 è la volta di 'La lumière du lac' e due anni dopo, nel 1991, 'Annabelle partagée' presentato nella sezione 'La Quinzaine des Réalizateurs' nell'ambito del Fastival di Cannes dello stesso anno. Non diversa la sorte de 'Le parole di mio padre' presentato nello stesso festival nel 2001. Il film, tratto da 'la coscienza di Zeno', è interpretato dalla bravissima Chiara Mastroianni. Francesca Comencini ha curato anche la realizzazione di alcuni documentari tra cui ricordiamo quello dedicato ad Elsa Morante e quello al regista Carlo Cecchi.
Ispirato invece alla tragedia verificatasi a Genova nel corso del G8 2001, è "Carlo Giuliani, ragazzo" pellicola che la regista realizza nel 2002.

Pappi Corsicato

Nato a Napoli il 12 giugno 1960, Pappi inizia a frequentare la facoltà di Architettura nella sua città, poi decide di trasferirsi a New York. Qui rimane diversi anni, studiando danza, coreografia e recitazione. Compone anche le musiche per alcuni spettacoli teatrali, sia in America che poi in Italia, dove rientra nel 1987. Dopo aver seguito come assistente volontario le riprese di 'Se lo scopre Gargiulo' e di 'Légami!', tenta la strada della regia. Il suo primo lungometraggio 'Libera' ottiene un buon successo di critica e di pubblico al Forum del Festival di Berlino nel 1993, mentre in Italia gli varrà numerosi premi. Nel 1995 'I buchi neri', suo secondo lavoro, viene presentato alla Mostra di Venezia nella sezione Notti Veneziane. Partecipa poi al film collettivo del 1997 'I vesuviani' con l'episodio 'La stirpe di Iana'. Collaborerà spesso con Tele+ e Rai per la realizzazione di interviste e seguirà sempre con attenzione il mondo dell'arte, realizzando delle video opere legate alle installazioni di Mimmo Paladino e di altri artisti. 'Chimera' è il suo ultimo lavoro, anche questo interpretato dall'attrice Iaia Forte, presente in tutti i suoi lavori.

Cameron Crowe

Nato a Palm Springs (California) Cameron Crowe entra nel mondo dello spettacolo in veste di giornalista musicale. Già all'età di 15 anni collabora con prestigiose riviste musicali tra cui la prestigiosissima 'Rolling Stone', diventandone a 16 il co-direttore più precoce. Alla 'veneranda' età di 22 approda invece nella macchina del cinema, adattando il romanzo 'Fuori di testa' per il grande schermo, esordendo così in qualità di sceneggiatore. Il film fu importantissimo trampolino di lancio per celebri volti hollywoodiani, tra cui Sean Penn, Jennifer Jason Leigh e Nicolas Cage. Il 1989 segnerà invece il suo debutto come regista con la pellicola "Non per soldi... ma per amore" con John Cusack. Segue la commedia romantica "Sigles - l'amore è un gioco" interpretato da Matt Dillon e Bridget Fonda. La sua fama arriverà però con il fortunatissimo "Jerry Meguire" dove uno splendido Tom Cruise si trasforma in un agente sportivo di football americano. Il film gli vale ben 5 candidature agli Oscar. La statuetta se l'aggiudicherà però nel 2001 per "Almost Famous - Quasi Famosi" per la 'Miglior sceneggiatura originale". Di tutt'altro genere invece "Vanilla Sky", interpretato dalla coppia Criuse-Cruz, nella quale Crowe s'immerge in un intreccio visionario e tal volta incomprensibile.