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Interpreti:
Sean Penn, Benicio Del Toro, Naomi Watts, Charlotte Gainsbourg,
Danny Huston, Carly Nahon, Nick Nichols, Claire Pakis, John
Rubinstein, Eddie Marsan
Note: La canzone "some devil" e' di David J. Mattwes.
Presentato in concorso alla 60ma mostra del cinema di Venezia
(2003), Sean Penn ha vinto la Coppa Volpi come miglior attore.
Un
incidente unisce i destini di tre persone: Paul, Jack e
Cristina. L'amore, la vendetta, la redenzione si intrecciano. 21
grammi è il peso che si perde quando si muore, forse il peso
dell'anima.
I
21 grammi sono il peso che ciascun essere umano perde nel
momento del trapasso dalla vita alla morte. Per chi ci crede, il
peso dell'anima. Per i cinefili, un titolo che ricorda molto il
racconto sulla pesatura del fumo fatto da William Hurt in Smoke.
Intorno a un incidente di auto ruotano i destini di molte
persone: Christina perde tutta la famiglia, Jack ripiomba
nell'incubo del carcere e Paul può riprendere la speranza di
vivere. Storie di dolore cosmico e di incontri stabiliti dal
fato, costruite attraverso un complicato e spezzettatissimo
montaggio che incrocia personaggi e piani temporali. Ma
raccontare anche solo a grandi linee la trama del film sarebbe
fare un torto ai suoi autori.
Il valore del film di Inarritu sta soprattutto nella capacità
di scomporre una storia in fin dei conti banale e ai limiti del
melò. Poco interessato all'originalità del racconto, il
giovane regista messicano, autore di un debutto folgorante con
Amores Perros e di uno degli episodi del film 11'09''01, ha
fatto un film molto teso, specie nella prima metà dell'opera,
nella quale lo spettatore si trova del tutto spaesato, incapace
di intuire se si tratti di una o più vicende incrociate.
Viene in mente l'intricata struttura di Memento che però aveva
il pregio di costruire l'incredibile montaggio sfruttando
l'handicap di memoria del suo protagonista. 21 grammi invece
subordina l'intreccio ad un montaggio vertiginoso, vero
protagonista del film (lo sceneggiatore Guillermo Arriaga si è
premurato di lasciare alcuni nodi da risolvere per il finale);
grande la fotografia di Rodrigo Prieto (La 25a ora, Amores
Perros e Frida).
Il cast americano non inganni: Inarritu ha girato questo film
lontano dalla protezione delle Majors hollywoodiane, che pure
devono tenerlo d'occhio da parecchio. Ha prodotto in prima
persona il film, girandolo in inglese, ma con una troupe in
buona parte messicana. Curatissimo nella forma, efficace nel
mantenere la tensione narrativa, ottimi attori.

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