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Ubriaco d'amore (USA - 2002)

Titolo originale: Punch-drunk love
Regia e sceneggiatura:
Paul Thomas Anderson
Fotografia: Robert Elswit
Musiche: Jon Brion
Montaggio: Leslie Jones
Scenografia: William Arnold

Genere: Commedia
Produzione: Ghoulardi Film Company/Joanne Sellar - Revolution Studios/New Line Cinema - A.P.T. Anderson Picture
Distribuzione: Columbia Tristar Italia
Durata: 97'

Interpreti: Adam Sandler, Emily Watson, Philip Seymour Hoffman, Luis Guzman, Lisa Spector, Julie Hermelin, Karen Hermelin, Hazel Mailloux, Nicole Gelbard, Mia Weinberg, David Stevens, Jimmy Stevens, Nathan Stevens

Note: Premio per la regia al festival di Cannes 2002 ex-aequo con "Chihwaseon" di Kwon-Taek Im

Barry Egan ha una piccola attività insieme alle sue sette sorelle, che lo bistrattano continuamente, considerandolo un fallito e facendolo sentire solo e incapace di avere una relazione sentimentale. Quando una fisarmonica e una donna misteriosa entrano nella sua vita, ha inizio il suo viaggio nell'universo amoroso.

Quante volte abbiamo ripetuto o sentito ripetere «la gente è pazza», abbiamo visto o saputo di gesti incongrui e violenti compiuti da tranquille persone qualsiasi? «Ubriaco d'amore» di Paul Thomas Anderson (33 anni, americano, regista di «Magnolia» e di «Boogie Nights») è l'epopea del nostro squallore fuori di testa. Una società di telefonate oscene serve per trovare le sue vittime a una banda di rapinatori e ricattatori occultata da un grande magazzino di materassi: esempio perfetto di criminalità contemporanea differenziata, di normalità folle, di pazzia quotidiana. È un uomo comune e squilibrato anche il protagonista, un giovanotto educato e mite, proprietario di un negozio, ricattato, vessato sin dalla nascita da sette sorelle che gli stanno addosso, s'impicciano, telefonano e rimproverano; ogni tanto gli prendono attacchi di furore durante i quali sfonda muri, spacca vetrate, demolisce gabinetti, picchia avversari, piange disperatamente, insomma scarica la tensione perdendo la testa. Il regista racconta che l'idea del film è nata da una notizia di cronaca su un ingegnere californiano, meticoloso partecipante a un concorso promozionale che offriva viaggi aerei contro acquisti di scatole di pudding, capace di vincere così due milioni di chilometri in aereo di cui non avrebbe mai usufruito: una gara demente senza avversari, un misero intrattenimento esistenziale per chi non ha niente altro. Per impersonare il personaggio è stato scelto Adam Sandler, un attore, produttore, regista, cantante, comico e compositore la cui fama è ancora limitata agli Stati Uniti: poliedrico quanto Fiorello, bravissimo, con la faccia a uovo come un giovane Sordi, affiancato da Emily Watson. La tragicommedia è leggera, a lieto fine romantico, stilizzata alla maniera dei Technicolor d'un tempo. I paesaggi urbani vasti, polverosi e brutti acquistano una sorta di mistero surreale nella fotografia di Robert Elswit, e insieme con la musica perfetta di Jon Brion dà ancora più forza all'immagine della nostra normalità da pazzi.
Lietta Tornabuoni