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Titolo
originale: Politiki kouzina
Regia e sceneggiatura: Tassos Boulmetis
Fotografia: Takis Zervoulakos
Musiche: Evanthia Reboutsika
Montaggio: Yorgos Mavropsaridis
Scenografia: Olga Leontiadou
Genere:
Drammatico
Produzione: Village Roadshow Productions Hellas, Smallridge Ltd.,
Greek Film Center, Filmnet, Cinegram S.A., Despina Mouzaki -
Harry Padouvas, P. Papazoglou S.A., Ans Uluslarasi Yapim, Yayin
Ve Reklamcilik A.S., Mc2 Productions
Distribuzione: Ladyfilm
Durata: 108' |

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Interpreti:
Georges Corraface, Tassos Bandis, Basak Koklukaya,
Ieroklis Michailidis, Renia Louizidou,
Stelios Mainas
Markos Osse
Note: La storia e' tratta da esperienze vissute dal regista
Dopo
i primi anni di vita trascorsi ad Istanbul, il giovane Fanis è
costretto a trasferirsi ad Atene a causa delle tensioni
politiche tra Grecia e Turchia. La sua famiglia è di origine
greca, il nonno Vassilis, cui il ragazzo è particolarmente
legato decide di rimanere nella capitale turca perché
proprietario di una piccola bottega per le spezie. Fanis cresce
aspettando una visita del nonno - che ha acceso nel suo cuore la
passione per l'arte culinaria e l'astronomia - e di Saime, la
sua compagna di giochi. Purtroppo l'attesa è vana, così Fanis,
sempre più infelice, si dedica in modo ossessivo alla cucina,
con grande disappunto della famiglia, delle autorità
scolastiche e clericali. Passano gli anni, Fanis è diventato
professore di astrofisica e finalmente arriva la notizia che suo
nonno sta per arrivare ad Atene. Tuttavia Vassilis non lascerà
mai più Istanbul a causa di un ricovero in ospedale. Sarà
Fanis a raggiungere l'anziano e al suo capezzale e dopo 35 anni
ritroverà i ricordi del passato grazie anche a Saime, l'amica
d'infanzia che lui non ha mai dimenticato...
Fanis
(che nel doppiaggio italiano ha l'avvolgente voce di Roberto
Pedicini, meglio conosciuto come Jack Folla) è un astrofisico
greco, affermato, benestante e benvoluto dai colleghi e dagli
studenti, ai quali insegna i segreti del cosmo. Uomo
intelligente, simpatico, grande appassionato di cucina, Fanis
non sembra però voler coltivare relazioni affettive stabili. La
sua vita scorre placida e soddisfacente, ma non particolarmente
emozionante. La morte dell'anziano nonno Vassilis costituirà
per lui un momento di rottura, che lo riporterà a ripensare
alla sua vita, alla sua infanzia vissuta a Costantinopoli, agli
anni passati nella drogheria del nonno, il luogo che ha visto
nascere la sua passione per il buon cibo e per i fornelli, e
soprattutto per la sua coetanea Saime. Ma, oltre ai ricordi
dolci, Fanis sarà costretto a riportare alla mente il dramma
della deportazione vissuto dalla sua famiglia, costretta negli
anni Sessanta ad emigrare ad Atene dopo le tensioni fra Grecia e
Turchia riguardanti Cipro. In questo modo diventerà chiaro come
quell'episodio, con il conseguente abbandono forzato di una
parte importante delle persone che amava (il nonno e Saime su
tutti) sia stato uno shock che ha segnato tutta la sua vita.
In un'intervista il regista Boulmetis spiega che il titolo
originale del film Politiki Kouzina ha un doppio significato in
greco ed è intraducibile. «Il gioco di parole è fra la cucina
della polis, della città (Istanbul), la cucina che viene da
Costantinopoli, e la cucina politica. Da una parte volevo
parlare delle tradizioni culinarie della minoranza dei greci in
Turchia e dall'altra mostrare, attraverso il rito del cucinare,
come la politica possa interferire nella vita privata».
Un Tocco Di Zenzero è sicuramente una bella sorpresa: speriamo
fortemente che il pubblico sappia premiare questa storia leggera
ma densa, fatta di sentimenti forti trattati con grande
pudicizia, che sa unire il racconto delle sofferenze personali
di un bambino destinato a diventare un grande uomo a quelle
collettive del popolo dei greci emigrati in Turchia. La
descrizione delle vicende che vedono protagonisti i componenti
la famiglia di Fanis tocca tutti i registri, dal comico al
tragico, ma sempre mantenendo una piacevole leggerezza di fondo.
In effetti, l'intera pellicola trasmette un senso di umanità
ormai difficilmente reperibile nel cinema di oggi, e il film
riflette il grande amore profuso da Boulmetis nella
realizzazione di questa sua opera prima, che contiene molti
elementi autobiografici.
La regia è all'altezza del soggetto e della sceneggiatura, con
diversi tocchi di classe e anche qualche invenzione; bella, ad
esempio, l'idea di introdurre le due città in cui si svolge
l'azione narrata (Atene e Istanbul) con due lunghi
piani-sequenza di presentazione, realizzati con l'ausilio della
computer graphic, che mostrano tramite piccole scenette lo
scorrere della vita all'interno di queste due sterminate
metropoli.
Anche gli attori sono tutti piuttosto bravi. Merita una menzione
particolare il piccolo Markos Osse (che interpreta il giovane
Fanis): regge alcune scene quasi da solo, come quella, molto
divertente, in cui si trova ad aiutare in cucina la tenutaria di
un bordello. Il finale, vagamente visionario e in sospeso tra
gioia e tristezza, potrà lasciare perplesso qualcuno ma nel
complesso il film merita il grande successo ottenuto in patria e
le ottime critiche ricevute a livello internazionale. Speriamo
che Un Tocco Di Zenzero non rimanga un caso unico, che questa
produzione dia un nuovo, positivo impulso a tutto il cinema
greco: negli ultimi anni sembrava (purtroppo) assai poco vitale.
Michele Serra

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