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Regia:
Pietro Germi
Sceneggiatura: Age, Pietro Germi, Furio Scarpelli,
Luciano Vincenzoni
Fotografia: Aiace Parolin
Musiche: Carlo Rustichelli
Montaggio: Roberto Cinquini
Scenografia: Carlo Egidi
Genere:
Satirico
Produzione: Franco Cristaldi Per Vides Cin.Ca, Ultra Film (Roma)
- C.C.F. (Paris)
Distribuzione: Paramount - Ricordi Video, Vivivideo, Panarecord,
Gruppo Editoriale Bramante
Durata: 115' |

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Interpreti:
Stefania Sandrelli, Saro Urzi',
Paola Bigio, Leopoldo Trieste,
Lando Buzzanca, Lola Braccini,
Adelino Campardo, Gustavo D'arpe
Note:
Premio a Saro Urzi' per la migliore interpretazione maschile al
xvii festival di Cannes 1964, nastro d'argento 1964 a Saro Urzi'
miglior attore protagonista, nastro d'argento a Leopoldo Trieste
miglior attore non protagonista, nastro d'argento per la miglior
sceneggiatura. David di Donatello 1964 per la miglior regia
(Pietro Germi), migliore produttore (Franco Cristaldi).
Agnese,
studentessa sedicenne, subisce violenza da parte del promesso
sposo di sua sorella Matilde. Il padre, avvedutosi
dell'accaduto, tenta di imporre le nozze riparatrici al
seduttore. Questi però si rifiuta perché disprezza
l'arrendevole fanciulla e, solo con la minaccia di una denuncia
prima e della morte dopo, si rassegnerà alle nozze.
Architettato un falso rapimento come pretesto alle nozze di
fronte agli occhi della gente, il padre si trova di fronte al
rifiuto energico di Agnese. Tuttavia il genitore vincerà ogni
opposizione in nome dell'onore familiare e condurrà i due
giovani all'altare. Colto da un collasso morirà, soddisfatto,
proprio il giorno delle nozze; mentre Matilde si chiuderà in
convento.
Con
"Sedotta e abbandonata" gli affezionati spettatori di
"Divorzio all'italiana" si ritrovano in una Sicilia
dominata da un grottesco senso dell'onore, nuovamente si muovono
in un clima cupo e afoso con bagliori terrificanti, in cui
scoppiano feroci contrasti familiari [...]. Simile la cornice,
analogo il desiderio del regista [...] di accusare [...]
l'ipocrisia dei costumi locali [...] i due film restano tuttavia
ben lontani l'uno dall'altro: quanto c'era, nel primo film, di
elegante ironia (nel secondo) è divenuto più vivace ma crudo
sarcasmo [...]".
G. Grazzini

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