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Titolo
originale: Super size me
Regia e sceneggiatura: Morgan
Spurlock
Fotografia: Scott Ambrozy
Scenografia: Joe The Artist
Montaggio: Stela Gueorgieva, Julie Bob Lombardi
Musiche: Steve Horowitz, Michael Parrish
Genere:
Documentario
Produzione: MORGAN SPURLOCK PER THE CON
Distribuzione: Fandango
Durata: 98' |

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Note:
Candidato all'oscar 2005 come miglior documentario - sullo
stesso tema Morgan Spurlock ha scritto anche il volume "Non
mangiate questo libro" edito in Italia dalla Fandango libri
Nel
2002 due ragazze citano in giudizio McDonald's ritenendo
l'azienda responsabile della loro obesità e delle conseguenti
condizioni di salute, perdendo poi la causa poiché gli avvocati
della catena di fast food riescono a convincere la giuria della
inconsistenza dell'accusa. Appresa la notizia dalla televisione,
Spurlock si mette in contatto con "Scott (Ambrozy,
direttore della fotografia) e gli raccontai la mia idea".
Inizia in tal modo l'avventura di Morgan Spurlock, una dieta
alla Mc durata 30 giorni per 250 ore di girato costellata da
nausee, vomiti, controlli medici praticati da un cardiologo, un
gastroenterologo e epatologo, un nutrizionista, un fisiologo, un
medico di medicina interna. Lo stato di salute del
regista/autore/cavia si fa via via sempre più preoccupante ma
l'ordine medico di smetterla di cibarsi di schifezze non può
essere accolto, la missione va portata a termine.
Macchina incollata su Spurlock, sulle sue reazioni al cibo (e il
Super Size, concentrato di orgie da grande abbuffata suicida
priva di sapore naturale, è il pericolo numero uno che questo
documento video è riuscito a togliere dal menu Mc dopo la sua
vittoria al Sundance Festival 2004) e alle bibite, al volto
preoccupato di quanti lo circondano e al suo gradualmente sempre
più sofferente ma deciso a consumare i tre pasti giornalieri da
McDonald's.
Super Size Me va analizzato secondo parametri altri rispetto al
"dilagare" di documentari la cui permanenza di medio e
lungo termine nelle sale è tutta di origine rigorosamente made
in America.
Super Size Me è Documento più che Documentario, un reportage
il cui autore sceglie di vivere determinate condizioni non
potendo fare altrimenti, non potendo delegare l'esperienza a
qualcun'altro senza lasciare incompiuto un passaggio
fondamentale, la credibilità che può offrire il coinvolgimento
in prima persona, i tempi immediati di accadimenti personali.
La questione dell'alimentazione negli States è particolarmente
a rischio, coloro che non praticano i fast food con costanza non
trovano in genere un alternativa migliore nel cibo congelato,
nello snack o in qualsiasi altra forma di alimentazione veloce e
disimpegnata esistente a causa di un tempo libero ridotto
all'osso, eppure anche noi italiani, europei, abbiamo le nostre
magagne che si rivelano allarmanti soprattutto tra i ragazzini
(che McDonald's attira con ogni trucco promozionale possibile
spesso in collaborazione con altri marchi, vedi i gadget dei
cartoon che popolano i cinema). Oltreoceano la faccenda si fa più
spinosa se consideriamo quanti obesi appartengano a quella
classe sociale povera che per pochi spiccioli può permettersi
di sfamarsi solo entrando nel tempio, e suoi derivati, del cibo
senza giusta causa. La condizione di una società si misura
anche su questo. Forse se Spurlock oltre a misurare il collasso
organico del suo corpo avesse indagato su questo aspetto ora non
ci si limiterebbe a parlare di quanto egli abbia dimostrato su sé
stesso quanto faccia male mangiare da Mc, quanto gli individui
siano manipolabili persino nelle abitudini alimentari, cose non
da poco ovviamente, parleremmo invece di un'indagine a tutto
campo dove almeno l'aspetto sociale - per non parlare poi di
quello politico naturalmente conseguente del primo - avrebbe
avuto lo spazio che meritava, anzi che avrebbe dovuto avere.
© 2005 reVision, Emanuela Liverani
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