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Titolo
originale: Intolerable cruelty
Regia : Joel Coen
Sceneggiatura: Ethan Coen, Joel Coen,
Robert Ramsey, Matthew Stone
Fotografia: Roger Deakins
Musiche: Carter Burwell
Montaggio: Roderick Jaynes
Scenografia: Leslie Mcdonald
Genere:
Commedia, sentimentale
Produzione: Alphaville Films, Imagine Entertainment, The Kl Line
Distribuzione: Uip
Durata: 100' |
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Interpreti:
George Clooney, Catherine Zeta-Jones,
Geoffrey Rush, Billy Bob Thornton, Cedric
The Entertainer, Edward Herrman, Paul Adelstein
Note:
Presentato fuori concorso alla 60ma mostra del cinema di Venezia
(2003). - Ethan collabora alla regia non accreditato. - Il
montaggio e' a cura dei fratelli Coen che hanno firmato con lo
pseudonimo Roderick Jaynes
Stanco
della vita di tutti i giorni Miles Massey, un importante
avvocato divorzista di Los Angeles trova, un giorno, in un
incontro casuale con una donna affascinante l'occasione di dare
una svolta al tran tran quotidiano. Lei, Marilyn Rexroth,
ambiziosa e arrivista, grazie a vari matrimoni e separazioni ha
raggiunto l'indipendenza finanziaria. L'incontro fra due forze
potenzialmente diverse ma convergenti scatena fra i due un
vortice di passione a livello personale e professionale.
Un
esercizio di stile, un manierismo di genere. E il fatto che ci
si trovi di fronte ad una produzione hollywoodiana in grande
stile non costituisce un cambiamento di linea di Ethan e Joel
Coen. Infatti, se l’happy end appare poco credibile in
rapporto ai personaggi e allo sviluppo dell’azione, se è vero
che ci si arriva in fretta quasi come se fosse scontato, per
certi versi inevitabile, è solo perché si perde di vista il
vero finale, lungi dall’essere sentimentale. Dopo la
dolciastra dichiarazione d’amore fra i due protagonisti
subentra a sorpresa uno spiazzante e cinico reality show, dove
amore e intimità sono davvero messi in vendita, offerti come
merce di largo consumo a una platea di telespettatori. Al
confronto, gli accordi prematrimoniali appaiono innocenti:
almeno sono un accordo privato.
Il diritto matrimoniale domina l’intero film. Infatti,
protagonista di questa commedia demenziale, sopra le righe e a
tratti perfino grottesca (del resto, è tipico dei Coen
esagerare un po’), è un affermato divorzista, cinico e ormai
annoiato dal successo. A scuoterlo da questo torpore
esistenziale e a fargli perdere irrimediabilmente la testa sarà
la moglie di uno dei suoi clienti, la splendida Marylin, pronta
a tutto pur di ottenere alimenti da favola dagli ex-mariti che
colleziona come abiti. In un crescendo di espedienti tanto
geniali quanto sleali, la romantic comedy si trasforma in un’irriverente,
sarcastica e caustica commedia degli inganni, che non esita a
ridicolizzare anche alcune abitudini dello star system di Los
Angeles, quali l’ossessione per l’aspetto fisico e il
sorriso abbagliante. A parte qualche gag un po’ prevedibile -
come la scena in cui Clooney e il suo socio si spruzzano a
vicenda negli occhi lo spray contro i cani da difesa - le risate
non concedono tregua allo spettatore. Merito delle battute al
vetriolo, dell’ottima conduzione degli attori, delle
caratterizzazioni riuscite anche nei ruoli minori e del ritmo
perfetto, soprattutto nel primo tempo. Il personaggio
interpretato da Clooney, un avvocato gigione dall’impagabile
mimica facciale, rientra nel clan degli idioti spesso presi di
mira dai due fratelli Coen. Il ruolo di Marylin è cucito
addosso alla sensualità fatale di una Zeta-Jones dal gelido
sguardo che incenerisce. Impossibile immaginare due attori più
appropriati. Del resto, fiction, gossip e cronaca rosa si
richiamano a vicenda: basti ricordarsi il matrimonio miliardario
di Zeta-Jones con Douglas o la separazione del premio Oscar
Thornton da Angelina Jolie.
Le inquadrature ben costruite e i movimenti di macchina rivelano
una perfetta padronanza tecnica, un grande saggio di regia che
dissacra la grande commedia americana d’antan. Una vera chicca
è la scena del presunto suicidio del killer assoldato da
Clooney e il suo socio. Chi rimpiange Cary Grant e Katherine
Hepburn rimarrà frastornato (l’atmosfera è lontana dalle
origini e dalla tradizione), ma di certo non deluso.
Paola Daniela Orlandini

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