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Regia:
Alessandro
Piva
Sceneggiatura: Alessandro Piva, Salvatore De Mola, Andrea Piva
Fotografia: Gian Enrico Bianchi
Musiche: Ivan Iusco, Nicola Cipriani
Montaggio: Thomas Woschitz
Scenografia: Marianna Sciveres
Produzione:
Giovanni Veronesi, Alessandro Piva, Salvatore De Mola per Rai
Cinema, Dada Film, Seminal Film
Distribuzione: 01 Distribution
Durata: 90'
Genere: Commedia
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Interpreti:
Luigi Lo Cascio, Sergio Rubini, Mariangela Arcieri
Alessandra Sarno, Gigi Angelillo, Carolina Felline, Vito
Cassano, Nicola Valenzano, Dino Loiacono, Serena Brancale, Vito
Carbonara, Luca Cirasola, Rino Diana, Enzo Fraddosio, Antonio
Iandolo, Luciano Navarra
Note:
Presentato al 56mo festival di Laocarno (2003)
Quando
a Vito, impiegato tranquillo e pignolo, viene rubata la macchina
al battesimo del figlio della sorella, tocca al suo poco amato
cognato Toni passare la notte a cercarla con lui nei vicoli
della Bari vecchia. Toni, infatti, è piuttosto disinvolto e
oltre agli amici borghesi ha strane frequentazioni nel
sottobosco più malfamato della città. Alla fine della nottata
i due cognati avranno imparato a loro spese a conoscersi meglio
ma anche a rispettarsi.
Continua
la nouvelle vague del cinema barese. Dopo il miracoloso
'Miracolo' ecco l'opera seconda di Alessandro Piva, regista
della 'Capagira' e ora di 'Mio cognato', un'acida commedia
notturna, violentemente radicata nel territorio e nel dialetto
che, per la struttura a due caratteri contrapposti, ricorda 'Il
sorpasso', anche se l'autore cita 'Ladri di biciclette'. (...)
Piva ha un'estrema facilità narrativa e si immette, con un road
movie decapottabile, nel solco della commedia all'italiana, dove
la città-società con le sue ferite aperte nell'amoralità con
plusvalore è importante. Soprattutto ai fini della
caratterizzazione psicologica di due classici prototipi che
Sergio Rubini, quasi barese, e Luigi Lo Cascio, siciliano,
sposano con magistrale vitalità, simpatia, sintonia, tanto da
formare una strana, inedita, vincente coppia in cui è utile
riconoscersi. Costellato di un mosaico di impressioni e
sensazioni, il racconto frena e poi vira verso un finale tragico
forse evitabile, ma in cui Piva dimostra che sorride ma non
scherza: il pericolo c' è.
Maurizio Porro
Il
regista dell'opera seconda Alessandro Piva non lo può proprio
smentire che 'Mio cognato' è un 'Sorpasso' quarant'anni dopo
(41 per la precisione). Ed è forse il miglior tentativo che sia
stato mai fatto di far rivivere il capolavoro di Dino Risi. Con
un gran vantaggio sull'originale. Se per un verso manca Gassman,
Rubini è al suo top e si prodiga per sostituirlo più che
degnamente nella parte dell'assicuratore.
Roberto Nepoti,
Con
'Mio cognato', in dialetto pugliese come la sua opera prima 'La
capagira', Alessandro Piva firma un notevole secondo film su cui
è riuscito a incidere una salda cifra autoriale, nonostante il
budget ben più consistente rispetto alle poche centinaia di
milioni del precedente. (...) Piva, in un ben calibrato
alternarsi di neri e tinte forti, sa conferire un'allarmata
irrealtà al suo affresco di sottobosco barese. In questo
paesaggio stralunato, abitato da guaglioni di malavita
impersonati in chiave grottesca da locali (attori e no), spicca
soprattutto la singolare coppia Rubini/Lo Cascio, che funziona a
meraviglia e rappresenta un indiscutibile punto di forza del
film.
Alessandra Levantesi
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