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Titolo
originale: Monsieur Ibrahim et les fleurs du coran
Regia: Francois
Dupeyron
Sceneggiatura: Francois Dupeyron, Eric-Emmanuel Schmitt
Fotografia: Remy Chevrin
Montaggio: Dominique Faysse
Scenografia: Katia Wyszkop
Produzione:
Arp, France 3 Cinema; Canal +
Distribuzione: Lucky Red
Durata: 94'
Genere: Drammatico
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Interpreti:
Omar Sharif, Pierre Boulanger, Gilbert Melki, Isabelle Renauld,
Lola Naymark, Anne Suarez, Mata Gabin, Celine Samie, Isabelle
Adjani, Guillame Gallienne, Manuel Lelievre
Note:
Presentato fuori concorso alla 60ma mostra del cinema di Venezia
(2003). Tratto dal racconto di Eric-Emmanuel Schmitt
Momo
è un ragazzo tredicenne triste e abbandonato a se stesso. Ha un
solo amico: Monsieur Ibrahim, un arabo che ha una bottega a Rue
Bleue. Ma le cose non sono sempre quello che sembrano: la Rue
Bleue non è blu, così come il bottegaio arabo non è arabo. E
forse anche la vita non è poi tanto triste...
Stare
lontano dal set e un po' come stare lontano dal ring, il pugile
perde elasticità, l'attore lo smalto. ll ritorno al cinema di
Omar Sharif nel film non poteva essere invece più felice. (...)
'Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano' sposa nel racconto la
facilità rischiosa del genere poetico ma ha almeno il pregio di
non cadere mai nella banalità.
Andrea Martini
Mezz'ora
di meno e 'Monsieur Ibrahim' sarebbe un bel film, invece
Dupeyron si lascia trascinare dalla tentazione di incoraggiare
la pacificazione fra le religioni monoteistie. Comunque forse
per la prima volta il bel Sharif è anche bravo.
Maurizio Cabona
Dal
delizioso racconto di Eric-Emmanuel Schmitt, un film per chi ama
gli aforismi, le atmosfere quiete e un po' fuori dal mondo, le
parabole gentili e la recitazione sottotono. (...) Fuori
concorso a Venezia, il film di Dupeyron è aggraziato, un po'
troppo prevedibile per tenere desta l'attenzione lungo novanta
minuti, diretto con mano sicura. La prima parte consiste in una
somma di scene tra Momo e gli altri personaggi, girate con
cinepresa mobile e commentate da brani anni '60. La seconda,
quella del viaggio, è (curiosamente) più pacata e accompagnata
da musica per flauto.
Roberto Nepoti
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