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Interpreti:
Margit Carstensen, Hanna Schygulla Karin, lrm Herman,
KatrinSchaake, Eva Mattes, Gisela Fackeidey
Petra
von Kant, trentaseienne stilista di successo, colta e amante del
bello ma svuotata dentro da due matrimoni andati male, non trova
stimoli neanche nel lavoro. Vive in un ambiente molto raffinato
e personale, ma opprimente e pieno di manichini, con la
segretaria e domestica Marlene, che la ama perdutamente.
La sua esistenza è profondamente turbata dall'incontro con la
giovane e bella Karin, presentatale dall'amica Sidonie e
desiderosa di inserirsi nel mondo della moda. Ne rimane
totalmente ammaliata e le offre danaro e fortuna. Karin accetta
e va a vivere assieme a lei; ma in breve la possessività e la
gelosia di Petra finiscono per opprimerla, tanto da farla
scappare via.
Petra rimane sola, consolata amorevolmente dalla fedele Marlene,
il cui sforzo non è mai apprezzato e che anzi viene spesso
maltrattata. Petra va di male in peggio. Nel giorno dei suo
compleanno ha una crisi isterica e maltratta la madre, la figlia
e Sidonie che la vengono a trovare. Solo in seguito, induritosi
il suo cuore, supera l'accaduto e quando Karin le telefona
riesce a risponderle pacatamente. Sente la voglia pungente di
rinascere, magari con l'aiuto di Marlene. Ma questa si rifiuta e
parte silenziosamente. Petra ora è proprio irrimediabilmente
sola.
Il
film è una fedele trasposizione di un dramma, per molti versi
autobiografico, dello stesso Fassbinder. Di conseguenza conserva
molte caratteristiche squisitamente teatrali: l'unità spaziale
(si svolge in un solo ambiente), una certa staticità della
macchina da presa e la grande importanza dei dialoghi.
L'ambiente circoscritto, unito all'immobilità dei personaggi e
della situazione, comporta naturalmente una certa lentezza della
storia, a volte esasperante. In compenso facilita un acuto
scandaglio psicologico delle tre protagoniste, su cui non è
certo facile esprimere un giudizio netto poiché. volta per
volta, sanno suscitare nello spettatore reazioni contrastanti,
d'astio come d'umana comprensione.
Petra è il perno di tutto: inaridita dalle esperienze
matrimoniali ed ormai nevrotica e dedita all'alcool, consuma
nella solitudine e nel livore le sue giornate, indifferente
all'unica persona che amorevolmente ha cura di lei. Nel rapporto
con Karin, di cui invidia la giovinezza e la spregiudicatezza,
ricerca un amore che rivitalizzi la sua vita ormai abbrutita; ma
questo amore risponde anche a un desiderio, dalle sfumature
sadiche, di possesso (l'ascendente che ha su Marlene, e di cui
sembra non accorgersi, non la interessa) per vantare qualcosa di
suo.
Marlene le è del tutto assoggettata, la vittima che accetta
ogni capriccio e cattiveria, salvo poi ribellarsi quando Petra
alla fine la tratta per la prima volta senza il suo normale fare
autoritario e, soprattutto, dopo aver visto la sua debolezza nel
rapporto con Karin. Costei appare, forse perché proletaria,
più forte: sa quello che vuole e vive il rapporto con Petra,
della cui personalità è comunque infatuata, soprattutto come
opportunità per fare fortuna, per poi troncarlo quando viene
limitata la propria libertà e viene trattata come un mero
oggetto.
Tre personaggi contrassegnati da incapacità di comunicare e da
differenti modi d'amare ma uniti, soprattutto Petra e Marlene,
dal ritrovarsi alfine immersi nella più amara solitudine.

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