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La primera noche de mi vida (Spagna - 1998)

Titolo originale: La primera noche de mi vida
Regia: Luis Miguel Albaladejo
Sceneggiatura:Luis Miguel Albaladejoelvira Lindo
Montaggio: Angel Hernandez Zoido
Musica: Lucio Godoy

Genere: Commedia

Durata: 82’

Interpreti: Leonor Watling, Juangjo Martinez, Emilio Gutierrez Caba, Carlos Fuentes, Mariola Fuentes

La storia vede una coppia prepararsi per la vigilia del nuovo secolo. L’aspetto buffo è che la donna è incinta, il suo uomo non ha né soldi né una macchinae ne ha affittata una da un suo amico. La macchina, naturalmente non è esattamente di lusso e va a schiantarsi dopo poche miglia. Questo è il momento in cui il film inizia veramente. La coppia inizia a litigare e cerca di trovare il modo per raggiungere la casa dei genitori prima di mezzanotte facendo l’autostop.E’ così che i protagonisti entrano in numerose macchine i cui proprietari sembrano i più esilaranti personaggi che si possano mai incontrare e si ritrovano coinvolti nelle situazioni più assurde…

Madrid e la sua periferia, il 31 dicembre 1999... Manuel e sua moglie Paloma aspettano un bambino che deve nascere da un momento all'altro e si preparano a passare una delle notti più strane della loro vita. Il film ha vinto la Rosa Camuna d'oro alla XVII edizione di Bergamo Film Meeting

Un approccio comico al millenarismo che si avvale di una sceneggiatura precisa, in grado di intrecciare tutti i personaggi (e sono molti) ricavando dai loro incontri, spesso ripetuti in situazioni diverse, motivi di divertimento. Non per questo è spensierato: già solo il fatto che al secondo incontro dei personaggi tra loro la situazione si presenta sotto una luce diversa è un sintomo di insicurezza, che si avverte in tutto il film: la ragazza che attende alla cabina l'arrivo del fidanzato lamenta la precarietà della sua situazione, come le due colleghe del distributore di benzina, che scambiano speranze destinate a fallire in uno spumeggiante scambio di battute che ricorda il primo Almodovar (ma anche l'ultimo, visto che il racconto s'inizia e termina proprio con una nascita in strada); ma la stessa coppia protagonista dell'odissea della notte di fine millennio evoca un po' la sacra famiglia, pellegrinando per le calle popolate di personaggi che si muovono senza una meta sensata, finendo con l'arrivare presso la baracca di una mammana, costretta ad invertire il risultato del suo lavoro per le doglie che colgono la giovane puerpera proprio nei pressi di quel modesto ricovero su cui risplende una enorme stella: la Estrella Dum, una marca di birre che fa le veci della stella cometa di duemila anni prima. Insomma, come capita per gli intrecci, anche la storia finirà con il ripetersi, ma con lievi scarti fondamentali, che finiscono con alterare gli eventi profondamente. Intanto la Storia scorre sugli schermi tv che elencano gli episodi più atroci del secolo proprio nella stamberga, che sarebbe priva di luce elettrica senza lo spirito di iniziativa e le competenze di Joselito, poi fulminato (anche questo un segno divino recuperato nella sua formalizzazione, ma scardinato per la collocazione e il tono irriverente, senza essere canzonatorio).
Altro aspetto interessante del film è che si svolge non solo interamente di notte, ma soprattutto l'azione avviene esclusivamente per strada, persino la baracca-grotta viene spesso ripresa in modo da richiamare le antiche rappresentazioni delle adorazioni del Salvatore: dall'esterno incastonando la scena tra varchi che dalla strada (vero topos del film) consentono di vedere l'evento della nascita. Il riferimento cristologico non è fastidioso, anzi sembra risponda soltanto a fini di spettacolo e più che il neonato sembra si propenda maggiormente a rendere Joselito il vero eroe. Si incontrano momenti davvero esilaranti, scenette dove la Guardia Civil e i poliziotti si fronteggiano disputandosi un fermato, lasciando poi andare libero il reo colto in fragranza di reato, perché "A fine millennio è meglio non essere sospettosi": è sempre la coralità comunque ad ottenere gli effetti più comicamente surreali. L'originalità sta nel fatto che i film finora prodotti della serie di fine millennio "2000 vu par" affrontano il tema in modo molto triste (The Hole di Tsai Ming Liang) o nichilista (Last Night di Don McKellar), mentre questo intelligente lavoro sfrutta le peculiarità degli attori al meglio spingendo sul tasto dell'allegro approccio alla fine del millennio in comunità.