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Titolo
originale: The ladykillers
Regia e
sceneggiatura: Ethan
Coen, Joel Coen
Fotografia: Roger Deakins
Montaggio: Roderik Jaynes
Musica: Carter Burwell
Suono: Fernando Soldevila
Scenografia: Dennis Gassner
Genere: Commedia, poliziesco
Produzione:
TOUCHSTONE PICTURES, JACOBSON COMPANY
Distribuzione: BUENA VISTA INTERNATIONAL ITALIA
Durata: 105’ |
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Interpreti:
Tom Hanks, Irma P. Hall, Marlon Wayans, J.k. Simmons, Tzi Ma
Note:
Remake della commedia "la signora omicidi" diretta nel
1955 da Alexander Mackendrick e sceneggiato da William Rose. -
E' il primo film la cui regia e' firmata da entrambi i fratelli.
- Il montaggio e' a cura dei fratelli Coen che hanno firmato con
lo pseudonimo Roderick Jaynes. - Presentato in concorso al 57mo
festival di Cannes (2004).
Un
gruppo di cinque musicisti in cerca di un posto dove provare la
loro musica sacra, trova ospitalità a casa dell'anziana signora
Munson. Ma le cose non stanno proprio come sembra: in realtà il
prof. Goldthwait Higginson Dorr III e i suoi compagni altri non
sono che un gruppo di banditi in procinto di fare il colpo del
secolo. Quando la signora Munson scopre la verità e minaccia di
chiamare le autorità i cinque gaglioffi decidono di farla
fuori...
Un
film dei fratelli Coen è sempre un film dei Coen. Nonostante le
critiche che durante la presentazione della pellicola al
Festival di Cannes hanno bollato Ladykillers come uno dei film
meno originali e più innocui del duo, tutto si può dire tranne
che si esca dalla sala insoddisfatti. Rifacimento dell'omonima
pellicola inglese del 1955, Ladykillers non sorprende, ma
allieta. Il Regno Unito dell'originale lascia spazio al Sud
degli Stati Uniti, la minuta e arrendevole vecchietta
anglosassone è sostituita da un donnone di colore energico e
imperioso. Eppure, non sono queste le differenze che spiccano;
il tono, quello sì, è diverso. Lo stile pacato, sottile ma
impietoso che faceva del film del 1955 un piccolo gioiello di
umorismo inglese alza la voce per trasformarsi nell'intelligente
e a tratti istrionica ironia che alimenta il remake. La storia
è semplice e, nonostante gli anni, mantiene intatto lo smalto
della commedia ben fatta. Il professor Goldthwait Higginson Dorr
mette insieme un gruppo di presunti "esperti" per
compiere il colpo del secolo ai danni di un casinò
galleggiante. Fondamentale per la riuscita della rapina è la
centrale operativa che si trova nella cantina della vecchia casa
della vedova Munson, alla quale l'elegante professore fa credere
che il gruppo di uomini si riunisce per provare musica sacra. La
vedova, devota e abitudinaria non è poi cosi facile da
raggirare, anzi è, come si vedrà, molto
"pericolosa". Le trovate danno nutrimento ai
"tipi" che costituiscono la banda. Ognuno dei
personaggi basta a se stesso, elementare nella propria
psicologia. Tutto fila con la precisione di un orologio. I tempi
comici rispettano una sceneggiatura ben costruita che non mostra
segni di cedimento. Bella l'idea di collocare la vicenda in una
realtà atemporale. Dettagli di evidente contemporaneità si
abbinano a elementi che riecheggiano un passato più o meno
recente. Se il personaggio di Gawain ama l'hip pop e non lesina
in parolacce, il professore Dorr utilizza un linguaggio forbito,
un abbigliamento che pare quello di Rett di Via Col Vento. Ben
scelta la miscela di attori che calibrano perfettamente le
proprie interpretazioni l'uno sull'altro, seppure siano Tom
Hanks e la giunonica Irma P. Hall a riempire il grande schermo
con i loro duetti. Notevole è l'innesco del flashback. Gawain,
al momento di far fuori la vecchia signora, rivive la propria
infanzia anche grazie ad un camino che si trasforma nella TV con
gli indimenticabili "The Jeffersons". Bravo davvero
Tom Hanks, sibillino, più o meno raffinato, logico nel
precedere le risposte e gli atti degli altri, forse meno ambiguo
del favoloso Alec Guinness nell'originale, ma davvero bravo. La
regia di Joel e Ethan Coen ha sempre qualcosa di interessante e
difficilmente delude.
Angelica Tosoni

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