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Regia:
Nanni
Moretti
Sceneggiatura:Linda
Ferri, Nanni Moretti, Heidrun Schleef
Fotografia: Giuseppe Lanci
Montaggio: Esmeralda Calabria
Musica: Nicola Piovani
Scenografia: Giancarlo Basili
Genere: Drammatico
Produzione:
Angelo Barbagallo e Nanni Moretti per Sacher Film, Bac Films -
Studio Canal + (Parigi) , con la collaborazione di Rai Cinema e
Tele+
Distribuzione: Mikado - Sacher Distribuzione
Durata: 90’ |
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Note:
Girato interamente ad Ancona. David per miglior film, a Laura
Morante (attrice protagonista) e a Nicola Piovani (musiche).
Palma d'oro a Cannes 2001 per miglior film
Interpreti:
Nanni Moretti, Laura Morante, Jasmine Trinca, Silvio Orlando,
Stefano Accorsi, Dario Cantarelli, Eleonora Danco
L'armonia
e la tranquilla vita di una famiglia - composta da Giovanni
(psicanalista), dalla moglie Paola (editrice di cataloghi
d'arte), dal figlio Andrea e dalla figlia Irene - vengono
d'improvviso travolte quando Andrea ha un incidente in mare e
muore.
A
47 anni Nanni Moretti cambia: fa un film intimista molto
drammatico, senza commedia né ironia, senza autobiografia né
analisi generazionale, senza politica, senza Italia
problematica, insomma senza le caratteristiche che hanno fatto
il successo del regista. Semplice, commovente e bello.
Lietta Tornabuoni
Con intensità e lucida disperazione Moretti tiene sempre
saldamente in mano il racconto. Magari qua e là il passo
rallenta, la tensione cala. Ma il film resta aspro e compatto
sino alla commozione: e sono bellissimi (molto morettiani) gli
scatti d'ira contro la pigra orazione funebre pronunciata da un
prete distratto o contro la banalità rassicurante di certe
teorie psicofisiche sulla malattia e la guarigione. (...)
Nell'ultima scena (uno strano mattino, dopo una notte in
macchina, a Mentone) forse il lutto sarà elaborato; ma ognuno
resta solo, trafitto da un raggio di sole.
Claudio Carabba
Nei
film di Moretti non squillano telefonini, e la loro assenza
sembra ancora più evidente, come se l'azione non si svolgesse
nell'oggi ma in un luogo senza contingenze, senza Tempo, senza
Storia. Moretti, 'obbliga' il film a liberarsi dalla cronaca per
confrontarsi con i grandi temi che l'esperienza della morte
porta con sè: il senso di colpa, la solitudine, l'incapacità a
comunicare. In una maniera che sembra molto onesta, il film
evita ricatti sentimentali e facili consolazioni trasformando in
immagini quel rigore morale che in passato aveva esternato con
le parole. E riuscendo per la prima volta a commuovere.
Paolo Mereghetti

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