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Interpreti:
Bill Murray, Cate Blanchett, Owen Wilson,
Anjelica Huston, Willem Dafoe, Jeff Goldblum,
Michael Gambon, Noah Taylor
L'oceanografo
e regista di documentari Steve Zissou ha deciso di partire per
una pericolosa impresa: vuole dare la caccia a uno squalo
giaguaro, una misteriosa creatura che vive nelle profondità
dell'oceano e che è responsabile della sparizione di Esteban,
suo socio nonché suo migliore amico. A bordo della nave
Belafonte, il leggendario esploratore partirà per una
straordinaria avventura in compagnia di un colorito equipaggio
che comprende sua moglie Eleanor, la giornalista Jane
Winslett-Richardson, l'ingegnere tedesco Klaus Daimler, leale
collaboratore dell'esploratore Bill Ubell, addetto al budget,
Alistair Hennessey, anche lui oceanografo e rivale di Zissou. La
spedizione sarà oggetto di un documentario e per questo sulla
nave prendono posto anche il produttore Oseary Drakoulias, il
fisico Vladimir Wolodarsky, autore della colonna sonora eseguita
da Pelé dos Santos, un esperto di sicurezza che si diletta a
cantare le canzoni di David Bowie in portoghese, e altri membri
della troupe. Inoltre, grazie a Ned Plimpton, un misterioso
gentiluomo venuto dal sud, nel corso della spedizione Zissou
farà un'altra scoperta: cosa vuol dire essere padre...
Steve
Zissou è un esploratore marino e cineasta, un personaggio à la
Jacques Cousteau, di cui Anderson era un appassionato, ma
decisamente in disarmo. Oramai, il suo lavoro non interessa
quasi più a nessuno. Deve mendicare a destra e a manca per
poter ottenere del denaro per una spedizione alla ricerca di uno
squalo giaguaro che ha divorato il suo partner di lunga data. La
stessa prima parte del suo film risulta praticamente
inguardabile, solo uno stanco prodotto amatoriale privo di
qualsiasi interesse scientifico o avventuroso. L’incontro con
quello che potrebbe essere il suo figlio mai riconosciuto, però,
gli porta nuovi stimoli e, sopra ogni cosa, nuovi denari. Parte
quindi l’avventura. Un film come non se ne fanno molti. Pura
avventura. Sembra quasi una storia di Jules Verne, vi sono
infatti numerosi episodi che potrebbero essere tratti dalle
pagine dello scrittore lionese. L’inizio, soprattutto, ci fa
ritrovare nel bel mezzo di un festival che potrebbe assomigliare
ad una delle tante associazioni oceanografiche o di esploratori
ben rappresentate fra le righe de I figli del Capitano Grant o
Cinque settimane in pallone, per tacere di Ventimila leghe sotto
i mari che sembra davvero essere la fonte principale di
ispirazione. Le situazioni sono paradossali, iperboliche. Siamo
nella pura avventura. L’avventura come la sognano i bambini
ma, allo stesso tempo, un’avventura per adulti. Nel senso che
non si tratta di un cinema per fanciulletti. Non è un cinema
per gente che non fa lavorare la materia grigia. E’ un cinema
che richiede la collaborazione dello spettatore che deve
lasciarsi coinvolgere e non limitarsi a guardare. Due ore di
spettacolo, due ore di divertimento intelligente. Wes Anderson
conferma di avere talento e di saperlo usare. Conferma di essere
uno tra i cineasti migliori della sua generazione. Il suo
immaginario visivo è sicuramente superiore alla media. Osa. Non
vi sono mai immagini banali nei suoi film. Segno di una grande
cultura cinematografica e pittorica, compositiva. E riesce
sempre a creare personaggi straordinari, bigger than life, che
colpiscono e, grazie ad interpretazioni di grandi attori,
diventano indimenticabili. Il cast, come al solito, è
spettacolare: Bill Murray (come il buon vino, migliora
invecchiando…e pensare che qualche anno addietro lo trovavo
insopportabile), Owen Wilson (compagno di avventure di Anderson
sin dall’opera prima di cui era anche cosceneggiatore: i due
sono stati compagni alla scuola di cinema), Anjelica Huston,
Cate Blanchett (bravissima qui ma esagerato premio Oscar, una
delle poche cose che non funzionava in The Aviator), Willem
Dafoe, Jeff Goldblum, Bud Cort, Seu Jorge e, in un cammeo,
Seymour Cassel. (icona del cinema di John
Cassavetes). La colonna sonora, come ne I Tenembaum, anche
qui è di una bellezza unica: per la maggior parte classici da
The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars di
David Bowie, ma interpretati da Seu Jorge, un musicista
brasiliano, alla sola chitarra ed in portoghese. Pura emozione.
Le avventure acquatiche di Steve Zissou è l’opera importante
di un regista importante. Ma un film che si può apprezzare
appieno soltanto se si ha ancora voglia di entrare in un mondo
diverso, un mondo dove la fantasia è sovrana. Un mondo nel
quale non vi è necessariamente spazio per la logica, un mondo
dove i conti non sono il frutto di semplici addizioni ma di
equazioni complicatissime. Un cinema quindi diretto solo a chi
ha ancora voglia di lasciarsi trasportare e di chi crede che il
cinema non sia soltanto un mezzo di comunicazione da utilizzare
per lanciare sermoni ma anche un mezzo per raccontare delle
storie. Storie che possono piacere o meno ma che di certo
provano ad emozionare. E, oggi, non è poco.
Gian Lorenzo Masedu

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