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Interpreti:
Graciela Borges, Mercedes Moran, Martin Adjeman, Diego Baenas,
Leonora Balcarce, Silvia Bayle, Sofia Bertolotto, Juan Cruz
Bordeu
Note:
Nel 1999 la sceneggiatura del film ha vinto il 'Filmaker Award'
al Sundance Film Festival.
Mecha
è una signora sui 50 anni che vive nel nordovest dell'Argentina
con quattro incontrollabili figli adolescenti e un marito
alcolizzato. Per dimenticare i vari problemi e il caldo
appiccicoso del mese di febbraio, che corrisponde alla nostra
estate, anche Mecha beve. E l'alcool entra dalla porta ma non
esce dalla finestra, dice la cugina Tali che, a sua volta, ha
quattro figli altrettanto incontrollabili anche se più piccoli.
Vivono in una piccola città chiamata La Ciénaga (La Palude) e
tutti insieme cercheranno di sopravvivere all'inferno
dell'estate alla Mandragora, una casa di campagna che ha vissuto
tempi migliori in cui la loro classe, la borghesia, aveva solo
privilegi.
Mecha
e sua cugina Tali, villeggianti con la figliolanza in un borgo
soffocante del nord-ovest argentino, progettano una trasferta in
Bolivia per comperare quaderni e libri dove costano meno. Ma c’è
chi sconsiglia il viaggio pericoloso, i dubbi aumentano e la
decisione si allontana; e neanche le cugine riusciranno a
schiodarsi dal villone fatiscente, con annessa piscina putrida e
inutilizzabile, dove stanno tutto il giorno a sudare, bere e
sonnecchiare. Da Paesi lontani arriva, tramite la recente
Berlinale che l’ha premiato per la migliore opera prima,
questo La Ciénaga : vuol dire il pantano, ma è anche il nome
del villaggio presso il quale si svolge l’azione. Oltre a
Cechov, riferimento inevitabile quando si parla di frustrazioni
da stagnante vita suburbana, non escluderei che anche la nostra
Lina Wertmüller con il suo film d’esordio I basilischi (1963)
abbia influenzato l’esordiente Lucrecia Martel. Solo che nel
film di Lina c’era abbiocco e degrado piccolo borghese, satira
e malinconia; qui invece incombe la tragedia. Come si conviene a
un Paese che in tempi recenti di tragedie ne ha vissute
molte. .Per quanto la situazione dominante è quella di un
imbambolamento generale che coinvolge donne e uomini, grandi e
piccini. Nella chiacchiera affiorano note di quotidianità
meschina (vedi la serva che rubacchia e poi rimane incinta),
spunti di razzismo nei riguardi degli Indios, contrasti
sotterranei, fiacca e desolazione. Ci vuole coraggio a fare un
film simile; e un po’ di coraggio ci vuole anche a vederlo. Ma
per chi non ha freddo agli occhi, La Ciénaga può rappresentare
uno di quei rari momenti in cui il cinema entra nella vita vera
senza chiedere permesso. Anche per merito della straordinaria
attrice che impersona Mecha e si chiama Graciela Borges.

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