Logo

già fatto...già visto
 

   

   

   

   

   

L'amore fatale (Gran Bretagna - 2004)

Titolo originale: Enduring love
Regia: Roger  Michell
Sceneggiatura:Joe  Penhall
Fotografia: Haris  Zambarloukos
Musiche: Jeremy  Sams
Montaggio: Nicolas  Gaster
Scenografia: Cristina  Nigro
Genere: Drammatico

Produzione: Kevin Loader Per Free Range Films, Pathe' Pictures Ltd, Ridgeway Productions Limited, Filmfour, Ingenious Media, Inside Track Films, The Film Council, Uk Film Council
Distribuzione: Mikado
Durata: 100’

Interpreti: Daniel  Craig, Rhys  Ifans, Samantha  Morton, Susan  Lynch, Bill  Nighy, Alexandra  Aitken

Note: Tratto dall'omonimo romanzo omonimo di Ian McEwan (ed. einaudi).

Un pallone aerostatico con a bordo un bambino sfugge al controllo. Subito i presenti accorrono per tentare di riportare a terra il pallone e salvare così il bambino e un uomo rimasto appeso alle corde. Purtroppo uno dei soccorritori muore durante le operazioni di salvataggio. L'impotenza, lo sconcerto e il senso di colpa sono i sentimenti che toccano nel profondo la coscienza di uno dei presenti, Joe Rose, professore scientifico, razionale e laico, la cui vita verrà sconvolta dall'incontro con Jed Parry (anche lui tra quelli che hanno assistito alla tragedia), un ragazzo in preda a crisi mistiche che da subito parla di fede e della sua volontà di convertirlo a Dio. Dopo poche ore Joe riceve, in piena notte, la prima di mille telefonate. Inizia così la persecuzione amorosa di Parry...

Joe e Claire stanno iniziando un pic-nic in mezzo ad un prato di campagna. Ma prima ancora che Joe faccia in tempo ad aprire la bottiglia di champagne, una mongolfiera passa pochi metri sopra le loro teste e batte a terra per poi rialzarsi. L'uomo che la guida viene sbalzato fuori e si aggrappa alla fune di ancoraggio per tenerla a terra, perchÈ a bordo Ë rimasto il suo nipotino. Subito Joe accorre in suo aiuto, e cosÏ fanno anche tre passanti che hanno visto la scena. Tutti si aggrappano alla fune, ma non riescono a tenere a terra il pallone. Il vento li stacca letteralmente dal terreno, ed uno ad uno gli uomini lasciano la fune cadendo sul prato da pochi metri. Soltanto uno di loro rimane aggrappato, mente la mongolfiera si alza sempre pi˘. E' quasi un bello spettacolo, per Joe e gli altri, guardare quel pallone rosso librarsi in cielo, almeno fino a quando l'uomo non cede e cade verso morte sicura.
Tratto da un romanzo di Ian McEwan, che funge anche da produttore associato, "Enduring Love" è un film capace di catturare lo spettatore fin dal magnifico incipit. In effetti, il primo capitolo di "Amore fatale" è forse il più bello di tutto il libro ed era assolutamente necessario renderne l'intensità anche sullo schermo per non perdere subito la forza dell'opera su cui la pellicola è basata e portare l'intero film al fallimento. E Michell, regista spesso incapace di esprimere totalmente il proprio talento, realizza una scena poetica e al tempo stesso sconvolgente, impressionante nella sua forza drammatica, anche pensando al fatto che usa con eleganza il ralenti e rifiuta le altre tecniche manipolatorie tipiche del cinema drammatico E il modo in cui Michell e lo sceneggiatore Joe Penhall raccontano per immagini un romanzo particolarmente ricco di introspezione come questo di McEwan è efficace per tutta la durata della pellicola. Con il fattivo supporto dello stesso McEwan, gli autori sono sempre riusciti a trovare la giusta via per riproporre sullo schermo i discorsi del romanzo senza diventare pedanti e senza disperdere la forza delle pagine scritte. Chi ha letto e amato il romanzo ne ritroverà qui lo spirito perfettamente intatto, mentre chi non lo ha ancora letto si troverà davanti una pellicola affascinante ed intensa, capace tra l'altro di metter voglia di leggere il libro.
Dimostrando in questa occasione, non per la prima volta, qual è il tipo di film che gli piace realizzare, Michell è bravo a raccontare il modo in cui ciò che è accaduto all'inizio condiziona la mente del protagonista, portandolo ad estraniarsi dal mondo che lo circonda a prescindere dalla situazione in cui si trova. Joe rimane talmente ossessionato dall'esperienza vissuta da ritrovare l'immagine, l'idea, di quel pallone aerostatico in ogni oggetto con il quale entra in contatto. Un'ossessione in qualche modo paragonabile a quella che Roy Neary ha nei confronti della montagna di "Incontri ravvicinati", anche se in questo caso l'ossessione deriva non tanto da ciò che ha visto quanto dal dubbio di non aver fatto tutto il possibile per portare a terra il pallone.
Diversa è invece l'ossessione che colpisce Jed, il personaggio di Rhys Ifans, fissato con Dio e con l'idea di aiutare Craig, di cui si dice innamorato. Come risultato, Jed è un personaggio inquietante come pochi altri, a cui l'attore gallese presta ottimamente il fisico allampanato: basti vedere la scenata di gelosia che fa a Joe nel mezzo di una strada affollata per rendersi conto di quanto siano efficaci i personaggi e quanto sia calibrata la messa in scena. E fa davvero piacere vedere per una volta come l'intreccio si svolga in maniera coerente e arrivi ad una conclusione ben girata e ben montata. L'unica soluzione possibile per personaggi così disperati.
Luca Baroncini