Logo

già fatto...già visto
 

   

   

   

   

   

Il favoloso mondo di Amelie Poulain (Francia - 2000)

Titolo originale:  Le fabuleux destin d'Amelie Poulain
Regia:
Jean-Pierre Jeunet
Sceneggiatura: : Jean-Pierre Jeunet, Guillaume Laurant
Fotografia: Bruno Delbonnel
Scenografia: Aline Bonetto
Costumi: Jackie Stephen, Budin
Musica: Yann Tiersen
Montaggio: Herve' Schneid

Prodotto da: Filmstiftung; France 3 Cinema; Le studio canal+; MMC Independent GMBH, Sofica Sofinergie 5; Tapioca films; Victories productions

Distribuzione: BIM
Durata: 120’
Genere: Commedia

Interpreti: Audrey Tautou, Mathieu Kassovitz, Rufus, Yolande Moreau , Artus De Penguern  

La ventiduenne Amelie, cameriera a Montmartre, è una ragazza ingenua e innocente che vive una vita solitaria. Sua madre, infatti, è morta davanti a Notre-Dame mentre suo padre, colpito dallo choc, dedica tutte le sue attenzioni ad un nano da giardino. Con un innato senso della giustizia dentro, la giovane decide che è venuto il momento di fare qualcosa per gli altri. Per questo, sceglie di aiutare tutte le persone che incontra sulla sua strada. Un giorno, però, sul suo cammino incontra Nino, impiegato in un sexy-shop.

A Cannes si mormorava che il miglior film non fosse stato incluso nel Festival, ma che si poteva vedere nelle sale. Si parlava di Le fabuleux destin d'Amelie Poulain di Jean­Pierre Jeunet, autore nel 1991 insieme a Marc Caro di Delicatessen. Ora il film si è preso la rivincita con la calorosissima accoglienza del pubblico del 36esimo Karlovy Vary International Film Festival. In effetti nessun altro titolo ha provocato l'entusiasmo che si manifestava minuto per minuto con risate e applausi. Evidentemente il film è da prendere o lasciare, ma il fascino della piccola Amelie, allevata da una madre nevrotica, precocemente defunta, e da un padre medico, meticoloso e glaciale, nasce dalla sua naturale predisposizione ad aiutare i deboli e dal suo procedere lieto e misterioso.
Costretta dai genitori a non andare a scuola, Amelie è cresciuta senza amici creandosi un mondo magico, di personaggi di fantasia e di tic. Cameriera nel bar Les deux Moulins, Amelie vive in un piccolo appartamento affittato a Montmartre al lato di quello di un'amica hostess, Philomène, che quando è in viaggio le lascia un gatto da accudire. Nell'immobile vive anche una signora abbandonata dal marito e morto poi in un incidente aereo e, soprattutto, un vecchio pittore solitario, Dufayel, che da vent'anni, ogni anno, dipinge una copia di Renoir. Amelie entra nella loro vita con idee ben chiare: riportare la speranza e la gioia nella vita di queste persone sole e sfortunate. E lo stesso fa nei confronti di un commesso di un banco di frutta e verdura, bistrattato dal padre ottuso e chiacchierone.
Sorta di Jolly che tenta di portare la felicità anche nel mondo in cui lavora, interviene con successo sul destino di colleghe sfortunate. Occupandosi degli altri, però, Amelie trascura il proprio destino, almeno fino al giorno in cui incontra un giovanotto che raccoglie scarti di ritratti buttati sotto una cabina per fototessere, ed è subito colpo di fulmine. Avvolta però in un mondo di fantasie e di stratagemmi per intervenire sulla vita degli altri, Amelie non è pronta a mostrare i propri sentimenti. E dovrà seguire un lungo percorso, aiutata anche dal vecchio pittore che incomincia a leggere in lei, prima di accedere alla propria felicità.
Raccontato così, in maniera schematica, non si rende l'originalità delle situazioni, la ricchezza delle trovate, la vivacità dei dialoghi, né la tenuta del mondo magico di una ragazza sola il cui percorso interiore è dettato da un profondo e inconscio desiderio di uscire dalla propria solitudine. E di sentimenti nel film si parla molto, ma l'approccio col pubblico nasce dalla capacità di sorprendere e di divertire che per due ore si ripropone continuamente. E la storia appaga un desiderio di rivincita e di giustizia raccontando storie a volte esilaranti, spesso fantastiche, sempre ben congegnate.
Scritto da Guillaume Laurant, che aveva già lavorato a un altro film di Jean-Pierre Jeunet, La città dei ragazzi perduti e dallo stesso Jeunet, Le fabuleux destin d'Amelie Poulain è puro cinema di intrattenimento, un passatempo ironico e stravagante dal ritmo travolgente. Superba la protagonista, Audrey Tautou, prima di una lunga lista di interpreti singolari: Mathieu Kassovitz, Rufus, Dominique Pinon, Maurice Benichou, Serge Merlin, Yolande Moreau, soltanto per citarne alcuni.
"La scelta di Amelie è avvenuta strada facendo - ha detto il regista. "Inizialmente avevo pensato al personaggio di Emily Watson nel film Le onde del destino, tra candore e determinazione. Così abbiamo cominciato a lavorare pensando a lei. Siccome durante un'intervista aveva dichiarato che voleva lavorare con me, abbiamo lavorato su un personaggio di nome Emily. Quindi ci siamo incontrati, a Londra e a Parigi, e ha letto la sceneggiatura che ha trovato di suo gradimento. Ma ascoltandola leggere il testo in francese, mi sono reso conto che perdeva la metà del talento. Decisi quindi di farne un'inglese che veniva a Montmartre, ma all'inizio della lavorazione, Emily mi ha chiamato dicendo che rinunciava alla parte perché non poteva assentarsi sei mesi da casa. Allora ho nuovamente ambientato la vicenda in Francia e mi sono messo alla ricerca della protagonista. Scorgendo gli occhi di Audrey Tatou in un manifesto di "Venus Beaute'", l'ho chiamata. Ha fatto una prova, e dopo dieci secondi ho capito che era la persona giusta.
Renzo Fegatelli