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Jalla! Jalla! (Svezia - 2001)

Titolo originale: Jalla! Jalla!
Regia e sceneggiatura:
Josef  Fares
Fotografia: Aril  Wretblad
Musiche: Daniel  Lemma
Montaggio: Andreas  Jonsson, Michal  Leszczylowski
Scenografia: Hanna  Ostrowski

Produzione: Tv1000 Ab - The Dramatic Institute - Film I Vast - Memfis Film & Television
Distribuzione: Lucky Red
Durata: 88'
Genere: Commedia
Interpreti: F. Fares, T. Petterson, L. Pourkarim

Roro e Mans, due amici per la pelle, lavorano come custodi di un parco. Figlio di immigrati libanesi, Roro tiene nascosta ai parenti la sua relazione con Lisa, di cui è innamorato, perché sa che non approverebbero. Quando, finalmente, trova il coraggio di raccontarlo, i genitori gli annunciano di aver organizzato il suo matrimonio con una ragazza di origini libanesi, Yasmin. D'altra parte, anche Mans ha i suoi bravi problemi. Da mesi, infatti, non ha rapporti con la fidanzata ed ha il terrore di essere diventato impotente.

Il titolo «Jalla! Jalla! » Significa «Presto! Presto!»: la velocità é il ritmo della divertente commedia di costumi diretta da Josef Fares, 24 anni, libanese emigrato in Svezia, e interpretata da molti suoi parenti e amici (il ragazzo protagonista è suo fratello).
 Scritta dal regista, la commedia mette insieme con brio affanni classici della giovinezza e affanni etnici non troppo gravi: la Svezia è la Svezia. Il ragazzo protagonista lavora con l’amico svedese e con un africano alla manutenzione d’un parco, è molto innamorato d’una ragazza svedese, non intende sposare una ragazza libanese come la sua famiglia vorrebbe; il problema si somma all’angoscia dell’amico svedese che gli chiede aiuto perché teme di essere diventato impotente, paura superata quando s’innamora della ragazza libanese. Tutto s’accomoda sempre, nessun conflitto è troppo aspro: anche il padre del protagonista, imperioso e autoritario, capace di sconfiggere gli avversari a colpi di pancia, alla fine cede rinunciando alle nozze combinate. Tutti, libanesi e svedesi, mostrano una forte tendenza a menare le mani, a lasciarsi coinvolgere in risse e litigi. Tutti, libanesi e svedesi, hanno i loro difetti: se i primi restano troppo legati alle tradizioni del passato, i secondi s’affidano alla modernità con risultati paradossali. Circola un’aria divertita e bonaria, i personaggi sono simpatici, la vita è bella. Il film è girato senza qualità particolare: i pregi della commedia sono una semplicità schietta, un linguaggio realistico ma non osceno, una osservazione attenta degli ambienti (i piccoli appartamenti di città, il capannone nel quale è organizzato il pranzo di nozze), una frequente assenza di banalità. Il giovanissimo regista ha cominciato a quindici anni a realizzare cortometraggi, ne ha girati oltre cinquanta acquisendo esperienza e una certa mano: sono le caratteristiche da cui dovrebbe forse guardarsi per evitare di cadere nell’eccesso di disinvoltura, nella facilità.