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Titolo
originale: Jalla! Jalla!
Regia e sceneggiatura: Josef Fares
Fotografia:
Aril Wretblad
Musiche: Daniel Lemma
Montaggio: Andreas Jonsson, Michal Leszczylowski
Scenografia: Hanna Ostrowski
Produzione:
Tv1000 Ab - The Dramatic Institute - Film I Vast - Memfis Film
& Television
Distribuzione: Lucky Red
Durata: 88'
Genere: Commedia
Interpreti: F. Fares, T. Petterson, L. Pourkarim |
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Roro
e Mans, due amici per la pelle, lavorano come custodi di un
parco. Figlio di immigrati libanesi, Roro tiene nascosta ai
parenti la sua relazione con Lisa, di cui è innamorato, perché
sa che non approverebbero. Quando, finalmente, trova il coraggio
di raccontarlo, i genitori gli annunciano di aver organizzato il
suo matrimonio con una ragazza di origini libanesi, Yasmin.
D'altra parte, anche Mans ha i suoi bravi problemi. Da mesi,
infatti, non ha rapporti con la fidanzata ed ha il terrore di
essere diventato impotente.
Il
titolo «Jalla! Jalla! » Significa «Presto! Presto!»: la
velocità é il ritmo della divertente commedia di costumi
diretta da Josef Fares, 24 anni, libanese emigrato in Svezia, e
interpretata da molti suoi parenti e amici (il ragazzo
protagonista è suo fratello).
Scritta dal regista, la commedia mette insieme con brio
affanni classici della giovinezza e affanni etnici non troppo
gravi: la Svezia è la Svezia. Il ragazzo protagonista lavora
con l’amico svedese e con un africano alla manutenzione d’un
parco, è molto innamorato d’una ragazza svedese, non intende
sposare una ragazza libanese come la sua famiglia vorrebbe; il
problema si somma all’angoscia dell’amico svedese che gli
chiede aiuto perché teme di essere diventato impotente, paura
superata quando s’innamora della ragazza libanese. Tutto s’accomoda
sempre, nessun conflitto è troppo aspro: anche il padre del
protagonista, imperioso e autoritario, capace di sconfiggere gli
avversari a colpi di pancia, alla fine cede rinunciando alle
nozze combinate. Tutti, libanesi e svedesi, mostrano una forte
tendenza a menare le mani, a lasciarsi coinvolgere in risse e
litigi. Tutti, libanesi e svedesi, hanno i loro difetti: se i
primi restano troppo legati alle tradizioni del passato, i
secondi s’affidano alla modernità con risultati paradossali.
Circola un’aria divertita e bonaria, i personaggi sono
simpatici, la vita è bella. Il film è girato senza qualità
particolare: i pregi della commedia sono una semplicità
schietta, un linguaggio realistico ma non osceno, una
osservazione attenta degli ambienti (i piccoli appartamenti di
città, il capannone nel quale è organizzato il pranzo di
nozze), una frequente assenza di banalità. Il giovanissimo
regista ha cominciato a quindici anni a realizzare
cortometraggi, ne ha girati oltre cinquanta acquisendo
esperienza e una certa mano: sono le caratteristiche da cui
dovrebbe forse guardarsi per evitare di cadere nell’eccesso di
disinvoltura, nella facilità.
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