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Titolo
originale: State and main
Regia e sceneggiatura: Francois
Ozon
Fotografia:
Jeanne Lapoirie
Montaggio: Laurence Bawedin
Scenografia: Arnaud De Moleron
Produzione:
Sarah Green per Green/Renzi, El Dorado Pictures, Filmtown
Entertainment, Fine Line Features
Distribuzione: Medusa
Durata: 102'
Genere: Commedia
Interpreti: Bernard Giraudeau, Malik Zidi, Ludivine Sagnier,
Anna Thomson |
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Note:
Tratto da un'opera di R. W. Fassbinder "Tropfen auf heisse
steine", scritta a soli 19 anni, ma mai messa in scena
Franz
è un giovane ingenuo che si trasferisce a casa di un ricco uomo
d'affari, Leopold. Ben presto tra i due si instaura uno strano
gioco di ruoli, dove la differenza di età ha un peso
fondamentale. Le cose cambiano quando le rispettive ex-fidanzate
riappaiono all'improvviso.
Prima
dello struggente "Sotto la sabbia", visto la scorsa
stagione, Francois Ozon aveva diretto Gocce d'acqua su pietre
roventi, adattamento molto stilizzato del dramma di Fassbinder.
Nella Germania degli anni 70, il cinquantenne Leopold seduce
Franz, candido ventenne, che lascia la fidanzata e va a vivere
in casa dell'amante. L'idillio è breve, poi la passione
comincia a cedere il posto alla noia, ai rapporti di potere,
alle meschinità. Etero o gay che sia la coppia, non c'è a
differenza: le relazioni erotiche obbediscono inesorabilmente
agli schemi fissi imposti dalla cultura borghese. Le cose si
complicano fino alla tragedia, quando nel gioco al massacro
entrano la transessuale Eva, e l'ingenua ragazza di Franz.
Difficile non considerare Gocce d'acqua un film strano. L'azione
si svolge in un appartamento che rinchiude mentalità e
atmosfere della controcultura berlinese anni 70. Ne promana quel
senso di disagio che caratterizzava il cinema fassbinderiano e
che non è per tutti i gusti: teatro della crudeltà a porte
chiuse e melodramma minimalista, rigore teorico unito al senso
dell'assurdo e a un atteggiamento beffardo verso i personaggi.
Discepolo diligente, Ozon dirige quest'atroce scena di famiglia
in un interno con tono distaccato. Grande presenza scenica di
Giraudeau, il navigato seduttore bisessuale.
Roberto
Nepoti

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