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Regia:
Antonio
Bocola, Paolo Vari
Sceneggiatura: Antonio Bocola, Paolo Vari, Cristina Proserpio,
Francesco Scarpelli, Gianfilippo Pedote
Fotografia: Mladen Matula
Musiche: Luca Persico
Montaggio: Maurizio Grillo
Scenografia: Igor Ronchese, Nicola Pellegrini, Chicco Longo,
Alessio Baskakis, Luigi Maresca
Produzione:
Cooperativa Gagarin Con Ass. Fame Chimica, Ubu Film, Tsi, Cisa
Service, Ardaco S.R.L. Pasquale Amati, Franco Bocca Gelsi, Gino
Puliti, Franco Romieri, Marco Salmini, Peter Vari, Cinerent,
Movie People, Fono Video Sync, Filmmaker, Cnca
Distribuzione: Lucky Red
Durata: 97'
Genere: Drammatico |
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Interpreti:
Marco Foschi, Matteo Gianoli, Valeria Solarino
Note:
Presentato in concorso alla 60ma mostra del cinema di Venezia
nella sezione "nuovi territori"
Due
amici continuano a frequentarsi nella piazza dove si sono
conosciuti da bambini, anche se le vite che conducono sono
diverse: uno vive facendo il "pusher", mentre l'altro
ha un lavoro "normale", faticoso e sotto pagato. La
profonda amicizia si incrina quando compare una bella ragazza di
cui entrambi si innamorano.
L'America
è la casa del cinema. Difficile negarle questo. Ha creato molti
generi difficilmente importabili nel nostro paese. Tra questi i
film indipendenti che raccontano in chiave cinematografica le
storie di bande, di droga, di periferia. Raro vedere in Italia
un film di questo tipo. Raro vedere in Italia un film
indipendente. Ma soprattutto raro vedere in Italia un film
indipendente ben fatto, a livello narrativo e stilistico. Una
sorpresa vedere 'Fame chimica'. Un gioiellino, un film che
purtroppo faticherà a restare nelle sale, ma che col tempo
potrebbe diventare un piccolo cult. Un film che tratta di droga,
di sbandati, di falliti, di marocchini, di nazistelli, di centri
sociali… di tutto un mondo sconosciuto ai più, di un mondo
che esiste e che ha un'anima ben precisa, l'anima dei suoi
protagonisti.
Ma soprattutto un film che parla di questi temi senza retorica,
schierandosi, ma non in maniera evidente e sfacciata. Il punto
di vista di questa coppia di registi che lo hanno diretto è
fondamentale nell'evolversi della storia. Mai due autori ce lo
trasmettono con grazia, coi silenzi, con le facce dei tre
protagonisti… senza fuochi d'artificio, con profonda
intelligenza.
Tutta la pellicola è avvolta da un'armonia di fondo che la
guida, che ne fa un film particolare, commovente, viscerale, mai
banale, avvincente.
La storia è semplice. Un giovane che scarica casse in un grande
supermercato vive in un periferico quartiere di Milano. Qui la
vita trascorre lenta, in piazza, tra spacciatori, delinquenti,
nullafacenti e extra-comunitari. Poi arriva Lei e lui se ne
innamora. Tra loro due lo 'spacciatore' della piazza, l'amico
con cui il nostro giovane protagonista è cresciuto.
'Fame chimica' è un film senza eroi, senza buoni, né cattivi.
Un film che racconta le contraddizioni, le luci e le ombre di
tutti i personaggi che ruotano in questo microcosmo. Grandissime
le interpretazioni dei tre giovani attori, grandissimi gli
attori non-professionisti del film, grandissimi tutti. Registi,
tecnici, musica, i produttori che ci hanno creduto e lo hanno
difeso con le unghie.
Purtroppo in Italia un film così bello, così intenso, esce in
otto sale. In due a Roma e in due a Milano, le realtà che più
rappresenta. Se avete voglia di andare al cinema per una volta
non buttate i soldi nei kolossali filmoni americani o nei
demenziali film italiani. Andate a vedere un film diverso,
andate a vedere un bel film, andate a vedere 'Fame chimica',
anche se il titolo, per i pochi che lo possono capire, non vi fa
impazzire.
Arthur Pang

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