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Fame chimica (Italia, Svizzera - 2003)

Regia: Antonio Bocola, Paolo Vari
Sceneggiatura: Antonio Bocola, Paolo Vari, Cristina Proserpio, Francesco Scarpelli, Gianfilippo Pedote
Fotografia: Mladen Matula
Musiche: Luca Persico
Montaggio: Maurizio Grillo
Scenografia: Igor Ronchese, Nicola Pellegrini, Chicco Longo, Alessio Baskakis, Luigi Maresca

Produzione: Cooperativa Gagarin Con Ass. Fame Chimica, Ubu Film, Tsi, Cisa Service, Ardaco S.R.L. Pasquale Amati, Franco Bocca Gelsi, Gino Puliti, Franco Romieri, Marco Salmini, Peter Vari, Cinerent, Movie People, Fono Video Sync, Filmmaker, Cnca
Distribuzione: Lucky Red
Durata: 97'
Genere: Drammatico

Interpreti: Marco Foschi, Matteo Gianoli, Valeria Solarino

Note: Presentato in concorso alla 60ma mostra del cinema di Venezia nella sezione "nuovi territori"

Due amici continuano a frequentarsi nella piazza dove si sono conosciuti da bambini, anche se le vite che conducono sono diverse: uno vive facendo il "pusher", mentre l'altro ha un lavoro "normale", faticoso e sotto pagato. La profonda amicizia si incrina quando compare una bella ragazza di cui entrambi si innamorano.

L'America è la casa del cinema. Difficile negarle questo. Ha creato molti generi difficilmente importabili nel nostro paese. Tra questi i film indipendenti che raccontano in chiave cinematografica le storie di bande, di droga, di periferia. Raro vedere in Italia un film di questo tipo. Raro vedere in Italia un film indipendente. Ma soprattutto raro vedere in Italia un film indipendente ben fatto, a livello narrativo e stilistico. Una sorpresa vedere 'Fame chimica'. Un gioiellino, un film che purtroppo faticherà a restare nelle sale, ma che col tempo potrebbe diventare un piccolo cult. Un film che tratta di droga, di sbandati, di falliti, di marocchini, di nazistelli, di centri sociali… di tutto un mondo sconosciuto ai più, di un mondo che esiste e che ha un'anima ben precisa, l'anima dei suoi protagonisti.
Ma soprattutto un film che parla di questi temi senza retorica, schierandosi, ma non in maniera evidente e sfacciata. Il punto di vista di questa coppia di registi che lo hanno diretto è fondamentale nell'evolversi della storia. Mai due autori ce lo trasmettono con grazia, coi silenzi, con le facce dei tre protagonisti… senza fuochi d'artificio, con profonda intelligenza.
Tutta la pellicola è avvolta da un'armonia di fondo che la guida, che ne fa un film particolare, commovente, viscerale, mai banale, avvincente.
La storia è semplice. Un giovane che scarica casse in un grande supermercato vive in un periferico quartiere di Milano. Qui la vita trascorre lenta, in piazza, tra spacciatori, delinquenti, nullafacenti e extra-comunitari. Poi arriva Lei e lui se ne innamora. Tra loro due lo 'spacciatore' della piazza, l'amico con cui il nostro giovane protagonista è cresciuto.
'Fame chimica' è un film senza eroi, senza buoni, né cattivi. Un film che racconta le contraddizioni, le luci e le ombre di tutti i personaggi che ruotano in questo microcosmo. Grandissime le interpretazioni dei tre giovani attori, grandissimi gli attori non-professionisti del film, grandissimi tutti. Registi, tecnici, musica, i produttori che ci hanno creduto e lo hanno difeso con le unghie.
Purtroppo in Italia un film così bello, così intenso, esce in otto sale. In due a Roma e in due a Milano, le realtà che più rappresenta. Se avete voglia di andare al cinema per una volta non buttate i soldi nei kolossali filmoni americani o nei demenziali film italiani. Andate a vedere un film diverso, andate a vedere un bel film, andate a vedere 'Fame chimica', anche se il titolo, per i pochi che lo possono capire, non vi fa impazzire.
Arthur Pang