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Titolo
originale: El bola
Regia e sceneggiatura: Achero
Manas
Fotografia:
Juan Carlos Gomez
Musiche: Eduardo Arbide
Montaggio: Nacho Ruiz Capillas
Scenografia: Satur Idarreta
Produzione:
Tesela
Distribuzione: Pablo - Lucky Red
Durata: 81'
Genere: Drammatico
Interpreti: Juan Jose' Ballesta, Pablo Galan, Alberto Jimenez,
Manuel Moron, Ana Wagener |
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Cresciuto
in una atmosfera di violenza, il 'Biglia' è un adolescente di
12 anni con gravi problemi di relazione con i suoi coetani anche
perché la sua situazione familiare lo umilia profondamente.
L'arrivo improvviso di un nuovo compagno di scuola - che
diventerà il suo migliore amico - e la scoperta di una famiglia
dove le parole d'ordine sono amore e comprensione daranno al
bambino la forza ed il coraggio di accettare e tentare di
cambiare la sua situazione.
Si può seguire la trama del film di Mañas proprio
accompagnando il percorso nomadico di questo cuscinetto a sfera:
stretto in mano per poterlo accarezzare, finisce sempre per
roteare nel palmo del suo proprietario ogni qualvolta
l'esistenza si fa dura, quasi fosse capace di anticipare la
furia aggressiva del padre, che invece mostra nei confronti
della sfera d'acciaio un odio irragionevole; assume il valore di
un portafortuna, a cui affidare la speranza di essere accettati
per quello che si è, quando finalmente si riesce ad assaporare
il gusto dell'adolescenza e a scoprire il significato autentico
della solidarietà; diventa una nicchia, nella quale rifugiarsi
nei momenti di solitudine, o un semplice passatempo, per seguire
con sguardo ingenuo e incuriosito le peripezie del suo movimento
regolare. Questa biglia diventa allora la pars pro toto di
quello che potrebbe essere il destino di Pablo: finire
appiattito sotto un treno per sfidare in gioco i coetanei in una
pericolosa gara di riflessi, che il gruppo giudica come una
doverosa prova di coraggio da sostenere se si vuole dimostrare
di non essere fifoni e vigliacchi, oppure finire appiattito
sotto i calci, le percosse e i pugni di un padre incattivito,
vittima anch'esso di una disgrazia subita, la morte del figlio
maggiore in un incidente stradale, e proprio per questo reo e
ancora più colpevole dei suoi gesti efferati. Il ragazzino non
tradisce la fiducia familiare, il senso di appartenenza alla
famiglia, la genitorialità smarrita, ma, quando la biglia gli
sfugge di mano e rotola secca per terra accanto al suo letto
d'ospedale, finalmente apre gli occhi, si slega dal senso di
colpa di essere sopravvissuto al posto del fratello sfortunato,
impara a reagire e finalmente si ribella. L'idea del film,
riassunta in poche parole, trova la sua forza espressiva e
metaforica proprio nella sequenza finale, dove "la
biglia" di Pablo prende il suo posto lungo la traversina
dei binari ferroviari, e, appiattendosi nell'urto contro le
ruote motrici, dimostra che è possibile riscattarsi da una
sorte avversa e ribellarsi contro la violenza dei padri, che si
credono padroni della vita dei propri figli.
La vita del "biglia" non si appiattisce come la
pallina d'acciaio che gli ha tenuto compagnia, perché nel
finale trova il coraggio di denunciare il padre con lo sguardo
dritto in macchina, determinato e senza incrinature,
tracciandone un ritratto ignobile soltanto elencando, con
estrema freddezza e disincanto, una serie di episodi subiti nel
corso di quella breve esistenza in comune.
Il film mostra come l'amicizia tra due ragazzini possa diventare
un antidoto efficace per aiutare il più debole della coppia a
denunciare una condizione di vita familiare non accettabile, al
limite della sopportazione fisica e morale: il sottile filo di
solidarietà che si instaura tra i due giovani amici non viene
svelato in maniera retorica, bensì recuperato attraverso timidi
tentativi di mantenere in vita quel contatto prezioso,
nonostante le difficoltà e gli ostacoli d'incontrarsi in
maniera serena.
Di forte impatto emotivo per il pathos ricercato in alcune
scene, come tutti i film che espongono minori alla violenza
degli adulti, il pregio di quest'opera consiste nella sobrietà
di una narrazione credibile e verosimile, non scevra di
slittamenti nel banale, ma quotidiana, come la lezione che cerca
di impartire ai giovani: "Non ammazzatevi prima del tempo,
non ne vale la pena".

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