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Regia
e sceneggiatura: Nanni
Moretti
Fotografia:
Giuseppe Pinori
Musiche: Franco Piersanti
Montaggio: Enzo Meniconi
Scenografia: Massimo Razzi, Gianni Sbarra
Produzione:
Filmalpha, Alphabetafilm, Ministero del Turismo e dello
Spettacolo
Distribuzione: Cidif Cad - Panarecord, L'unita' Video
Durata: 83'
Genere: Commedia
Interpreti:
Luigi Moretti, Luisa Rossi, Lina Sastri, Piero Galletti
Il
film descrive le giornate di Michele, studente universitario, i
suoi rapporti con i genitori e la sorella Valentina, quelli con
le ragazze e la sua vita di gruppo. Vediamo lui e i suoi amici
discutere del più e del meno ai tavoli di un bar o parlare dai
microfoni di una radio privata. Assistiamo alle discussioni
suscitate nella famiglia di Michele dalla decisione di Valentina
di partecipare all'occupazione di una scuola, alla bizzarra
corte che Michele fa alla ragazza di un suo amico, ai tentativi
del giovane e dei suoi compagni di aiutare una schizofrenica,
Olga, a vincere la sua malattia, a una stravagante sessione
d'esami, a sedute collettive di autocoscienza e di
autoconfessione. Arriva l'estate e Michele si ritrova solo e
annoiato. Poi i suoi amici tornano dalle vacanze e tutto
ricomincia come prima. Una sera tutti insieme decidono di andare
da Olga: invece, tranne Michele, ognuno si perde per strada,
distratto da futili svaghi.
Cosa
vuol dire "Ecce Bombo"? Forse "Ecco una
bomba!", oppure "ecco un uomo ingrassato e
rimbecillito dal consumo delle mode". La seconda ipotesi è
più attendibile. Moretti non è un rivoluzionario né un
violento, anche se come autore è nato nel circuito alternativo.
Il suo primo film "Io sono un autarchico", girato in
super 8, costato tre milioni e mezzo, dopo aver riportato un
successo che non ha precedenti nel formato ridotto, è stato
perfino trasmesso in TV. Come in "Io sono un
autarchico", anche in "Ecce Bombo" Moretti fa una
satira della generazione post - sessantottesca, coi suoi miti
nevrotici e impolverati. Moretti stesso, col suo nuovo film,
prodotto per il circuito commerciale e costato sui duecento
milioni, è una testimonianza della morte del sessantottismo.
Nel '68 si teorizzava l'uso del video - tape e dei super 8 per
rivoluzionare l'informazione. Moretti lo ha usato per dare la
scalata al cinema
Claudio Lazzaro

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