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Titolo
originale: Efter repetitionen
Regia e sceneggiatura:Ingmar
Bergman
Fotografia:
Sven Nykvist
Montaggio: Ingmar Bergman
Scenografia: Anna Asp
Produzione:
Cinematograph per Persona film
Distribuzione: William italiana (1986) - General Video, San
Paolo audiovisivi
Durata: 73'
Genere: Drammatico
Interpreti:
Bertil Guva, Erland Josephson, Lena Olin, Nadia Palmstjerna
Weiss, Ingrid Thulin
Henrik
Vogler, un anziano ed affermato regista, è solo sul
palcoscenico: una prova del "Sogno" di Strindberg è
finita da poco ed egli verifica le proprie postille al copione,
per poi assopirsi per qualche istante. Al suo risveglio arriva
Anna, una attrice giovanissima, ambiziosa e decisa, che avrà la
parte principale, quella di Indra nel lavoro del grande
drammaturgo svedese. La presenza di Anna, con tutti i suoi dubbi
ed entusiasmi, fa sì che Henrik evochi la madre di lei - Rakel
- molti anni prima grande attrice di teatro, odiata dalla
ragazza che ne fu abbandonata, poi degratatasi nell'alcool e
morta in una clinica da cinque anni. Rakel, malgrado il suo
penoso disfacimento, implora ancora da Vogler un incontro
d'amore ed una parte degna di lei. Ma l'anziano regista le
resiste e il suo rifiuto è netto. Egli è stato l'amante di
Rakel, che aveva sposato un comune amico; i due uomini si
trovarono a un tempo ambedue padri di due bambine. Nè si può
escludere che Anna sia proprio figlia di Henrik. Dopo che al
tempestoso ed amaro colloquio ha assistito immota ed in silenzio
un'Anna adolescente e dopo che Henrik, per calmare Rakel, le ha
promesso di recarsi a trovarla a casa sua, rientra in scena
Anna, la quale insiste per la parte, ostenta una femminilità
provocatoria, da prima dichiarando di essere incinta di un certo
Johan, indi di avere da poco voluto un aborto e poi ancora,
mentendosi, di essere prontissima a farlo, pur di recitare e di
amare Henrik. Henrik resiste anche a quest'opera di seduzione,
pur affascinando la giovane con la descrizione del loro rapporto
quale sarebbe potuto essere e non è stato. Ora anche Anna esce
di scena (ha una parte in un lavoro radiofonico). Sul
palcoscenico, ormai totalmente privo di creature in carne ed
ossa e di fantasmi irosi o queruli, resta solo il ruvido Henrik:
tutto solo in quella nudità essenziale, fatta di echi e di
cartapesta, nella quale unicamente gli è dato di vivere.

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