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Titolo
originale: Coffee and cigarettes
Regia e sceneggiatura:Jim
Jarmusch
Fotografia:
Frederick Elmes, Tom DiCillo, Ellen Kuras, Robby Muller
Montaggio: Jay Rabinowitz
Scenografia: Mark Friedberg
Produzione:
Smokescreen Inc., Asmik ACE, BIM Distribuzione
Distribuzione:BIM
Durata: 96'
Genere: Grottesco |
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Interpreti:
Roberto Benigni, Steve Buscemi, Iggy Pop, Tom Waits, Cate
Blanchett, Alfred Molina, Bill Murray, Cza e Rza (dei Wu-Tang
Clan)
Il
film è composto da più cortometraggi, ognuno interpretato da
dei personaggi seduti ad un tavolo mentre sorseggiano caffè,
fumano una sigaretta e discutono di vari argomenti. I campi di
conversazione non hanno limiti, dai più banali ai più
articolati. Le sequenze si alternano in bianco e in nero,
rispettivamente alludendo alle sigarette e al caffè.
Arrivano
finalmente racchiusi in un’opera felicemente aperta e
soavemente coerente, i vari cortometraggi che Jim Jarmusch ha
iniziato a girare a partire dal 1984, e che hanno come unico
filo conduttore una buona tazza di caffè nero ed una saporita
sigaretta, da consumarsi preferibilmente insieme a qualche amico
o conoscente, meglio se stravaccati in un qualsiasi bar a
parlare di massimi sistemi uniti ad universali amenità.
Attraverso il minimalismo ironico di una situazione come quella
appena descritta, l’autore di Dead Man e Ghost Dog riesce a
costruire una galleria di personaggi/maschere/attori stralunati,
spaesati, divertentissimi. Tentare di raccontare – ma anche
solo di ricordare – di cosa parlano i vari episodi è impresa
tanto difficile quanto vana: l’unica strada da percorrere è
quella di perdersi con i protagonisti dietro un fiume
praticamente ininterrotto di parole, di gesti, di sguardi
carichi di significativa vaquità.
Jarmusch unisce le storie più disparate grazie alla sapiente
costruzione di un’atmosfera sospesa, rarefatta, in cui chi
parla e chi ascolta sono ugualmente immersi senza la minima
possibilità di apparire veritieri: in un tale magma di
densissima rilassatezza discutere di qualsiasi cosa si trasforma
in esercizio di stile, gioco leggero diretto verso la pura
propensione al ciarlare. In questo modo la parola, che avrebbe
potuto agire come fine a se stessa, si fa invece foriera di una
galleria di personalità ben precise, sardoniche e sfaccettate
al limite della surrealtà. Interpreti grandiosi come Bill
Murray, Steve Buscemi o Cate Blanchett trovano poi la vena
interpretativa giusta per riempire i propri personaggi di
sfumature di rara vivacità, definendoli attraverso un gesto
annoiato, uno sguardo scazzato, uno sbuffo d’irritazione. Di
Coffee & Cigarettes ci rimarranno soprattutto loro, questi
pupazzi tristi e senza meta costretti a sedere intorno a un
tavolo e a cercare un senso inesistente; eppure, quello che
viene sprigionato da tali situazioni è divertimento giocoso,
allegria contagiosa, in alcuni momenti intrepido sarcasmo. Il
regista ed i suoi interpreti si divertono un mondo a scherzare
sul niente, a comporre quadri di lucida e trasparente
inconsistenza, invitando con sincerità lo spettatore a prendere
parte alla giostra immobile. Il cinema che scaturisce da tutto
questo è a tratti pura poesia del non-senso, splendido esempio
di come si possa costruire attraverso il non-detto un universo
di significazioni assolutamente plausibile nella sua mancanza di
senso logico. L’esempio più riuscito è il corto più bello,
che vede protagonisti Alfred Molina e Steve Coogan, parenti
serpenti invidiosi ed astiosi: splendidamente costruito su una
struttura reversibile, ne viene fuori un piccolo gioiello di ‘misunderstanding’
prima dialettico e poi culturale, in cui la parola e la
conversazione servono più a confondere che a spiegare.
Assolutamente spassoso. Da vedere al cinema, magari entrando di
soppiatto, con sotto la giacca un thermos di caffè ed una camel
pronta per essere accesa.
Adriano Ercolani

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