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Titolo
originale: Chaos
Regia e sceneggiatura: Coline Serreau
Fotografia: Jean-Francois Robin
Musiche: Aaron Grain, Ludovic Navarre
Montaggio: Catherine Renault
Produzione:
Eniloc Films, France 2 Cinema, Le Studio Canal+, Les Films Alain
Sarde, Bac Films, Studio Canal
Distribuzione: 01 Distribution
Durata: 109'
Genere: Drammatico, Commedia, Poliziesco |

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Interpreti:
Catherine Frot, Vincent Lindon, Rachida Brakni,
Line Renaud
Paul
e Hélène assistono impotenti, chiusi nella propria automobile,
al pestaggio di una giovane prostituta, Malika, da parte di un
gruppo di teppisti. Vittima del rimorso, Hélène rintraccia
Malika in un ospedale, in coma, e decide di occuparsi di lei,
abbandonando marito e figlio.
Il
nuovo film della francese Coline Serreau, regista da sempre
dalla parte delle donne ("Tre uominie e una culla"),
("La crisi"), che ne ha curato anche la sceneggiatura,
descrive la storia di Alika (Rachida Brakni), una giovane
prostituta maghrebina che viene picchiata selvaggiamente da
alcuni teppisti in strada sotto gli occhi di una coppia di
borghesi ricchi e stressati composta da Paul (Vincent Lindon) e
Helene (Chaterine Frot) che vigliaccamente si barricano nella
loro auto chiudendo le portiere alla ragazza che cerca soccorso.
Colta da un tardivo rimorso Helene va a trovare la ragazza in
coma all'ospedale e decide in maniera ossessiva di occuparsi di
lei trascurando i viziatissimi e distrattissimi marito e figlio.
Nascerà presto una bella solidarietà al femminile verso la
ragazza algerina che scopriremo essere fuggita dal suo paese e
poi costretta a prostituirsi a Parigi dalla mafia dell'est e il
film rievoca anche il difficile passato di Alika, vittima dell’educazione
patriarcale musulmana. ''Mi interessava mettere a confronto
questa cultura con la società occidentale, il mondo musulmano
con quello cristiano ma anche quello dei ricchi con i poveri:
una cosa in realtà oggi molto attuale”, ha spiegato Coline
Serreau.
Reduce da dettagliate ricerche sulla prostituzione e sulla
realtà delle donne islamiche, la regista ha cercato di
affrontare il tema della solidarietà che può nascere in una
borghese ricca come Helene quando scopre la sofferenza: ''La
sceneggiatura è molto complessa - ha spiegato la Serreau - e
nasce dalla volontà di affrontare due grandi temi: il dramma
della prostituzione, che in Francia si è esasperato dall'arrivo
della mafia dell'est, e la condizione della donna nel mondo
islamico. Ma nonostante le tematiche siano complesse e difficili
ho voluto affrontarle in forma di commedia per distanziarmi da
quel cinema che coltiva l'etica della depressione”.
La regista ha fatto notare come ''ridere sulle cose è un modo
per sdrammatizzarle e renderle accessibili a tutti: non voglio
convincere nessuno delle mie opinioni, mi interessa soltanto
raccontare le dinamiche sociali e costringere il pubblico a
riflettere sulla realtà”.
E ai rilievi spesso ricevuti a proposito dei comportamenti
meschini dell'uomo borghese bianco, Coline Serrau ha risposto
che “non è un film contro gli uomini ma contro il sistema
patriarcale antico che persiste nella società occidentale
nonostante il movimento femminile e le sue conquiste. Le leggi
del mercato impongono competitività e le donne nel mondo del
lavoro ne sono influenzate, ma nel privato hanno imparato a
riconoscersi e a solidarizzare”.
A questo proposito la regista ha definito questa sua nuova opera
come “un film sulla resurrezione, sulle capacità degli uomini
e soprattutto delle donne di conquistarsi nella vita una seconda
possibilità. Le religioni monoteiste occidentali - cattolica,
protestante e ebrea - hanno schiacciato ferocemente le donne, ma
poi hanno dovuto fare i conti con l'unica rivoluzione della
nostra epoca che non è il femminismo ma l'ingresso delle donne
nella produzione”.

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