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Chaos (Francia - 2001)

Titolo originale: Chaos
Regia e sceneggiatura:
Coline  Serreau
Fotografia: Jean-Francois  Robin
Musiche: Aaron  Grain, Ludovic  Navarre
Montaggio: Catherine  Renault

Produzione: Eniloc Films, France 2 Cinema, Le Studio Canal+, Les Films Alain Sarde, Bac Films, Studio Canal
Distribuzione: 01 Distribution
Durata: 109'
Genere: Drammatico, Commedia, Poliziesco

 

Interpreti: Catherine  Frot, Vincent  Lindon, Rachida  Brakni, Line  Renaud

Paul e Hélène assistono impotenti, chiusi nella propria automobile, al pestaggio di una giovane prostituta, Malika, da parte di un gruppo di teppisti. Vittima del rimorso, Hélène rintraccia Malika in un ospedale, in coma, e decide di occuparsi di lei, abbandonando marito e figlio.

Il nuovo film della francese Coline Serreau, regista da sempre dalla parte delle donne ("Tre uominie e una culla"), ("La crisi"), che ne ha curato anche la sceneggiatura, descrive la storia di Alika (Rachida Brakni), una giovane prostituta maghrebina che viene picchiata selvaggiamente da alcuni teppisti in strada sotto gli occhi di una coppia di borghesi ricchi e stressati composta da Paul (Vincent Lindon) e Helene (Chaterine Frot) che vigliaccamente si barricano nella loro auto chiudendo le portiere alla ragazza che cerca soccorso. Colta da un tardivo rimorso Helene va a trovare la ragazza in coma all'ospedale e decide in maniera ossessiva di occuparsi di lei trascurando i viziatissimi e distrattissimi marito e figlio.
Nascerà presto una bella solidarietà al femminile verso la ragazza algerina che scopriremo essere fuggita dal suo paese e poi costretta a prostituirsi a Parigi dalla mafia dell'est e il film rievoca anche il difficile passato di Alika, vittima dell’educazione patriarcale musulmana. ''Mi interessava mettere a confronto questa cultura con la società occidentale, il mondo musulmano con quello cristiano ma anche quello dei ricchi con i poveri: una cosa in realtà oggi molto attuale”, ha spiegato Coline Serreau.
Reduce da dettagliate ricerche sulla prostituzione e sulla realtà delle donne islamiche, la regista ha cercato di affrontare il tema della solidarietà che può nascere in una borghese ricca come Helene quando scopre la sofferenza: ''La sceneggiatura è molto complessa - ha spiegato la Serreau - e nasce dalla volontà di affrontare due grandi temi: il dramma della prostituzione, che in Francia si è esasperato dall'arrivo della mafia dell'est, e la condizione della donna nel mondo islamico. Ma nonostante le tematiche siano complesse e difficili ho voluto affrontarle in forma di commedia per distanziarmi da quel cinema che coltiva l'etica della depressione”.
La regista ha fatto notare come ''ridere sulle cose è un modo per sdrammatizzarle e renderle accessibili a tutti: non voglio convincere nessuno delle mie opinioni, mi interessa soltanto raccontare le dinamiche sociali e costringere il pubblico a riflettere sulla realtà”.
E ai rilievi spesso ricevuti a proposito dei comportamenti meschini dell'uomo borghese bianco, Coline Serrau ha risposto che “non è un film contro gli uomini ma contro il sistema patriarcale antico che persiste nella società occidentale nonostante il movimento femminile e le sue conquiste. Le leggi del mercato impongono competitività e le donne nel mondo del lavoro ne sono influenzate, ma nel privato hanno imparato a riconoscersi e a solidarizzare”.
A questo proposito la regista ha definito questa sua nuova opera come “un film sulla resurrezione, sulle capacità degli uomini e soprattutto delle donne di conquistarsi nella vita una seconda possibilità. Le religioni monoteiste occidentali - cattolica, protestante e ebrea - hanno schiacciato ferocemente le donne, ma poi hanno dovuto fare i conti con l'unica rivoluzione della nostra epoca che non è il femminismo ma l'ingresso delle donne nella produzione”.