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Regia
e sceneggiatura:Nanni
Moretti
Fotografia:
Giuseppe Lanci
Musiche: Nicola Piovani
Montaggio: Mirco Garrone
Scenografia: Marta Maffucci
Produzione:
Sacher Film, Banfilm, la Sept Cinema in collaborazione Rai Uno e
Canal Plus
Distribuzione: Lucky red
Durata: 110'
Genere: Commedia, drammatico |
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Interpreti:
Nanni Moretti, Giovanna Bozzolo, Sebastiano
Nardone, Antonio Petrocelli
Note:
- David di Donatello 1994 per la miglior regia, miglior film e
migliore musicista
"In
vespa": Roma. Vado in giro d'estate in Vespa. Vedo un film
italiano. Vado alla Garbatella. Guardo gli attici. Poi ascolto
un gruppo che suona il merengue. Vado a Spinaceto. Vado a
Casalpalocco. Incontro Jennifer Beals. Vedo il film "Henry".
Vado dal critico cinematografico. Vado dove è stato ammazzato
Pasolini. "Isole": Vado a Lipari a trovare Gerardo.
Troppo traffico, troppa confusione: non riesco a scrivere il mio
film. Andiamo a Salina. Durante il viaggio Gerardo guarda la
televisione. Salina è dominata dai figli unici. Lasciamo Salina
per Stromboli. Il sindaco. Andiamo in giro con l'ape. Sul
cratere del vulcano chiedo notizie di "Beautiful" a
degli americani. Andiamo a Panarea. Subito ripartiamo per
Alicudi. "Medici": Filmo la mia chemioterapia.
Comincia il prurito. Primo dermatologo. Secondo dermatologo. Il
sostituto del principe dei dermatologi. Le prove allergometriche.
I cibi a cui sono allergico. Il principe dei dermatologi. Di
notte mi gratto e di giorno vado al mare con calze lunghe e
camice con maniche lunghe. Comincio ad eliminare le medicine che
mi sembrano inutili. Arriva il vaccino per i cibi ma non serve a
niente e si rischia lo shock anafilattico. Mi convinco che tutto
dipende da me, che è colpa mia, la riflessologa mi fa massaggi
ai piedi e mi consiglia un bagno con la crusca di grano tenero.
Vado in un centro di medicina cinese. L'agopuntura e altri
tentativi. Il medico cinese mi dice di fare una radiografia al
torace. Il giorno dopo faccio una TAC in clinica. "Il
radiologo della clinica per fortuna non ci ha indovinato".
Nel
primo e nel secondo capitolo di "Caro Diario" la
cinepresa ubbidisce a un movimento costante, mai ansioso. Agli
elementi paesaggistici dà la stessa importanza che riserva ai
personaggi quasi che, dalla ricerca iniziata dell'io narrante,
essi derivassero una nuova vitalità. Anche questo dimostra che,
della tetraggine che un tempo lo accompagnava, Michele Apicella
si è liberato (o quasi). Al critico cinematografico che gli ha
consigliato di non perdere un film americano tutto sadismo
augura di provare affanno - magari rimorso se ne fosse capace -
per le balordaggini che prende per buone. Moretti, insomma ne ha
abbastanza di chi ci inganna con pretesti intellettualistici.
Guardate con quanta estrosità, nel capitolo intitolato
"Isole", descrive lo scrittore di troppo successo
nascostosi per tedio in una casa e in un'isola scomodissime, o
il sindaco che progetta di rimodellare Stromboli, o il fanatico
studioso di Joyce che, infine, scopre la sua vocazione autentica
e si lascia divorare dal virus delle "soap-operas". O
ancora, sorpresi con tratto godibilissimo, i genitori con figlio
unico che si fanno plagiare dal piccolo despota come ieri si
abbandonavano senza remore alle ideologie di moda. Non si sa
bene se Apicella - e con lui il regista che ne muove i fili - si
stia allontanando o avvicinando a queste persone di conoscenza,
senza dubbio petulanti e spesso noiose. Ma, cosa da
sottolineare, egli oppone ai loro attacchi frontali e ai loro
aggiramenti amabilità e gentilezza. Straordinarie virtù. Il
solo proporsele è gran merito.
Francesco Bolzoni

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