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Canicola (Austria - 2001)

Titolo originale: Hundstage
Regia:
Ulrich Seidl
Sceneggiatura:  Veronika Franz, Ulrich Seidl
Fotografia: Wolfgang Thaler
Musiche: Markus Davy
Montaggio: Christof  Schertenleib, Andrea  Wagner

Produzione: Helmut Grasser e Philippe Bober per Allegro film produktions
Distribuzione: Mikado
Durata: 120'
Genere: Drammatico

Interpreti: Maria Hofstatter, Alfred Mrva, Erich Finsches, Gerti Lehner, Victor Hennemann

Note: - Vincitore del "gran premio della giuria" alla 58^ mostra del cinema di Venezia nella sezione Venezia 58

Nel sotterraneo di un centro commerciale s’ammucchia un’orgia di nudi. Una coppia coniugale separata continua per praticità a vivere nella stessa casa, ma il marito non riesce a sopportare l’amante della moglie. Una donna finisce con la testa affondata nel gabinetto, dopo esser stata picchiata e umiliata oltre ogni limite. Un’anziana grossa domestica fa lo spogliarello per distrarre il suo datore di lavoro. Una donna loquace attacca discorso nel parcheggio d’un supermercato, recitando elenchi e rivolgendo domande brutali ai momentanei e involontari interlocutori che la giudicano pazza e la temono. Un padre e una madre divisi visitano, ciascuno per conto suo, sfuggendosi, la croce piantata lungo l’autostrada nel posto dove la loro bambina è stata ammazzata da un’automobile. Gente abbandonata a un’immobilità cadaverica si abbronza sdraiata accanto alla propria piscina. In un week-end canicolare, nella periferia residenziale di Vienna, tra villette a schiera tutte uguali, sale la temperatura e cresce l’aggressività. Vincitore all’ultima Mostra del cinema di Venezia del gran premio della Giuria, «Canicola», primo lungometraggio diretto dall’austriaco cinquantenne Ulrich Seidl, è un bel film di grande maestria registica, di alto stile, di assoluta ma non gratuita sgradevolezza. L’autore ha scelto persone del tutto comuni, anche anziane, grasse o brutte, con lividi, pance e grinze, per fare quanto nello spettacolo è di solito consentito soltanto ai giovani e belli, ossia l’amore, i giochi sessuali, l’ostentazione di nudità, la promiscuità fisica o anche un bagno in piscina. Questa anomalia è bastata ad attirargli accuse di cattiveria, di nauseabondo cattivo gusto, di girone infernale, di volontà di provocazione o di scandalo: magari perché nevrosi, violenze, follie e i mostri quotidiani di Seidl sono troppo realistici, ci somigliano troppo.