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Brucio nel vento (Germania, Italia, Svizzera-2002)

Titolo originale: Burning in the wind
Regia:
Silvio Soldini
Sceneggiatura: Doriana Leondeff, Silvio Soldini
Fotografia: Luca Bigazzi
Musiche: Giovanni Venosta
Montaggio: Carlotta Cristiani
Scenografia: Paola Bizzarri

Durata 108'
Genere: Drammatico, romantico

Produzione:Albachiara Spa, Raicinemafiction, Vega Film Ag, Tele+, Televisione Svizzera Italiana
Distribuzione: 01 Distribution, Dvd Medusa Video

Interpreti: Ivan Franek, Barbara Lukesova', Caroline Baehr, Cecile Pallas

Note: Presentato al 52° festival internazionale di Berlino 2002. Candidato ai nastri d'argento 2002 per il miglior regista.

Tobias vive in Svizzera e lavora come operaio in una fabbrica di orologi. Si è trasferito qui lasciando il suo paese natale convinto di aver ucciso la madre e il suo amante, padre illegittimo dello stesso Tobias e padre naturale di Line, della quale il giovane è ossessivamente innamorato e che non vede da più di vent'anni. Un giorno Line compare alla catena di montaggio della fabbrica, trasferitasi anche lei in Svizzera con il marito e una figlia.

Le storie che Silvio Soldini racconta sono come treni nella notte. Attraversano il buio dell'anima cercando un traguardo da raggiungere. Spesso quest'anima è rimasta "divisa in due" - proprio come il titolo di un altro bel film di Soldini di qualche anno fa - irrisolta, tormentata. Poi, con il solare “Pane e tulipani”, ha conosciuto finalmente un approdo diverso, sereno, compiuto. “Brucio nel vento” (un bellissimo titolo, come sono sempre stati belli e poetici tutti i titoli dei film del regista milanese) ritrova accenti più drammatici e complessi, spazia ancora sotto un cielo quasi sempre cupo e grigio, specchio dei sentimenti e dei destino dei protagonista. É la storia di un amour fou, un amore impossibile e totale, di fronte al quale qualsiasi altro possibile amore è soltanto una pallida imitazione. Ed è ancora più estremo e impossibile perché il protagonista, Tobias (Ivan Franek) è innamorato sin da bambino di Line, che ha scoperto essere la sua sorellastra. Fuggito ancora piccolo dal suo paese natale dell'est nella grigia e indifferente Svizzera credendo di aver ucciso il vero padre, dopo anni senza emozioni e senza prospettive ritrova Line (Barbara Lukesovà), ormai cresciuta e sposata. E la passione esplode, sorda a qualsiasi richiamo della ragione. “Ieri”, il libro di Agota Kristof da cui è liberamente tratto il film, non concedeva domani a questa storia d'amore. Soldini invece, apre uno squarcio di luce, offre una prospettiva diversa ai protagonisti. Una scelta che conferma l'esigenza del regista di un approdo positivo, come per “Pane e tulipani”, e che arriva un po' troppo improvvisa a chiudere il film. É l'unico, piccolo, "corto circuito" all'interno di una pellicola che dimostra la splendida maturità stilistica raggiunta da Soldini. La narrazione fluida, complessa e allo stesso tempo lieve, le intrusioni oniriche, il taglio delle inquadrature (una menzione particolare alla superlativa fotografia di Luca Bigazzi) fanno uscire “Brucio nel vento” dai confini del cinema italiano. E in questa storia che sarebbe piaciuta a François Truffaut non vanno dimenticati gli inediti interpreti, specie l'ottimo Ivan Franek, che sa dare al suo Tobias fragilità, passione e lucida follia. 
Valerio Guslandi