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Titolo
originale: Nurse Betty
Regia: Neil
Labute
Sceneggiatura:
James Flamberg, John C. Richards
Fotografia: Jean-Yves Escoffier
Musiche: Rolfe Kent
Montaggio: Joel Plotch, Steven Weisberg
Scenografia: Charles Breen
Durata
110'
Genere: Commedia - Thriller
Produzione:Ab'-Strakt
Pictures, Propaganda Films, Imf
Distribuzione: Uip - Dvd Universal |
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Interpreti: Renee Zellweger, Morgan Freeman, Chris Rock, Greg
Kinnear, Aaron Eckhart, Tia Texada, Crispin Glover.
Note:
Premio alla sceneggiatura al festival di Cannes 2000
Betty
è una cameriera di un locale di Kansas City che sogna di fare
l'infermiera. Quando suo marito viene ucciso da due spacciatori
di droga, rimane scioccata e si convince di essere la fidanzata
del dottor Ravell, un personaggio della sua soap opera
preferita. Decisa ad incontrarlo, va a Los Angeles per cercare
l'ospedale dove lui lavora, poichè non si rende conto che sia
l'ospedale, sia il dottore, sono invenzioni televisive. Nel
frattempo i due killer del marito la inseguono, per riprendersi
la droga che è stata loro rubata.
La
vita è sogno scriveva Shakespeare secoli fa, oggi tale
affermazione potrebbe mutare in la vita è televisione, o meglio
una soap. E’ quanto emerge dal film di Neil LaBute che
tradisce la sua fama di osservatore cinico e misogino della
società americana. Infatti Betty love emana una tenerezza
infinita attraverso le gesta di Betty Sizemore, cameriera
sognatrice e sensibile di Fair Oaks nel Kansas, fedele fan della
soap ospedaliera A Reason To Love e sposata ad un marito
ignorante e fedifrago che nonostante tutto ama. Il giorno del
suo compleanno, mentre guarda la sua soap, assiste all’omicidio
del marito da parte di due killer. La scena è devastante e
nella mente di Betty la sottile linea che demarca realtà e
fantasia ha uno smottamento, così la donna comincia a scambiare
il mondo catodico per la vita reale. Betty si allontana dal
Kansas e approda a Los Angeles sul set della soap, alla ricerca
del dottor Ravell che crede un suo ex fidanzato…. Si tratta di
un film camaleontico e profondamente cinefilo che ricorda i Coen
e fa l’occhiolino a Tarantino, in cui la Zellweger, sempre
più la Doris Day dei nostri giorni, regala un’altra prova di
grande maturità. Il suo è un personaggio complesso, un po’
Dorothy del Mago di Oz, un po’ Holly Golightly (Colazione da
Tiffany), che rischia spesso di diventare ridicolo e inadeguato,
ma la tenerezza della sua interpretazione lo rende credibile
come Truman Burbank, anch’egli attore, suo malgrado, di una
vita da piccolo schermo.

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