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Regia
e sceneggiatura:
Salvatore Mereu
Fotografia:
Renato Berta, Tommaso Borgstrom, Paolo Bravi, Nicolas Franik
Musiche: Giampaolo Mele Corriga
Montaggio: Paola Freddi
Scenografia: Giada Calabria
Produzione:
Gianluca Arcopinto e Andrea Occhipinti per Eyescreen
Distribuzione: Lucky red
Durata: 107'
Genere: Drammatico |
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Interpreti:
Caroline Ducey, Yael Abecassis, Daniele Casula, Mauro
Frongia, Angelo Botti, Sebastiano Lai, Tonino Fulgheri
Note:
Realizzato con il contributo del Ministero per i beni e le
attivitā culturali. - vincitore della 18ma settimana della
critica del festival di Venezia 2003 con la motivazione:
"per la forza con cui il regista rappresenta diverse
condizioni esistenziali, riuscendo anche a dare un valore
universale ad una realtā locale." - David di Donatello
2004 a Salvatore Mereu come miglior regista emergente. - la
musica e' eseguita dal 'coro di nuoro'
Quattro
storie, legate alle quattro stagioni. "Primavera":
quattro bambini, Andrea, Peppeddu, Macangiu e Istene scoprono il
mare che non avevano mai visto prima. "Estate":
Michele, un giovane pastore conosce Solveig, una ragazza
francese piombata sulla spiaggia con il suo aeroplano, e se ne
innamora. "Autunno": una giovane suora torna al suo
paese per il matrimonio di una parente e durante i
festeggiamenti viene colta dalla malinconia.
"Inverno": un anziano attraversa la cittā di notte
alla ricerca di una prostituta, che porta a casa, ma muore prima
di consumare l'amplesso.
Applaudito
alla Settimana della Critica, Ballo a tre passi č un riuscito
racconto a quattro facce e a due velocitā, il ritmo delle
stagioni e quello della vita. La primavera per i ragazzini alla
Truffaut che non hanno mai visto il mare; l'estate per un
pastore da Padre padrone che ha un incontro carnale con una
turista volante; l'autunno per una suora che va al matrimonio
della sorella, si prende un acquazzone e torna in convento col
dubbio; l'inverno č quello di un vecchio a Roma, che morendo
incontra i personaggi del film come nel finale dl 8 e mezzo: non
a caso Mereu ama Fellini ma cita anche Moretti in Vespa. L
'autore dice che ci tiene a far uscire la Sardegna dal panorama
per turisti: e ci riesce, anche con una sua carica di silenzi,
di fruscii, di vento, di onde. Piccole storie di solitudini,
isolamento, crisi esistenziali non confessate.
Mereu cita Tolstoj: se racconti bene il tuo villaggio arrivi in
tutto il mondo.
E non č detto a sproposito: ma soprattutto il film sprigiona un
sincero affetto e riesce a stare in equilibrio fra la
documentazione di un territorio a lui ben noto e la sua
trasfigurazione in qualcosa di fantastico e forse a volte anche
misterioso.

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